L'auto resta il mezzo più efficiente per gli spostamenti

Riccardo Cervelli

L'auto è sempre un bene che fa sognare. Non è riuscita la crisi economica mondiale a indebolire il desiderio della maggior parte delle persone di acquistare una vettura nuova per la prima volta nella vita e di cambiare modelli con il passare degli anni. I mutamenti socio-culturali, quelli dell'urbanistica, la crescente lotta all'inquinamento e ai cambiamenti climatici, hanno provocato solo sommovimenti nei criteri di acquisto. Lo dimostra un'indagine promossa da Findomestic (società di credito al consumo del Gruppo Bnp Paribas), condotta da Tns-Sofres e analizzata dalla società di consulenza Bipe. La ricerca è stata effettuata in 15 Paesi con interviste a circa 9mila persone, generando una consistente mole di dati confluita nell'Osservatorio Findomestic-Auto 2017.

Nel mondo il punto più basso del mercato dell'auto si è registrato nel 2009, con il crollo delle immatricolazioni da 68,5 milioni (picco del 2007) a 62,2 milioni. In Italia il record negativo, invece, si è toccato nel 2013, con 1,3 milioni di vendite. Dal 2010 nel mondo e dal 2014 in Italia il trend si è invertito. Gli ultimi dati: 91 milioni di auto e veicoli commerciali nuovi venduti nel 2016 nel mondo e quasi 1,9 milioni in Italia (+8% rispetto al 2015). Intanto, in Italia, si assiste a un boom dell'acquisto di veicoli a «km zero» che le concessionarie vendono con sconti dal 10 al 30%. Il «km zero» è cresciuto del 27% tra 2016 e 2017 e ha già messo a segno un +72% sullo scorso anno. I consumatori, inoltre, continuano a considerare l'auto il mezzo che garantisce maggiore efficienza negli spostamenti e indipendenza. Per quasi tutte le categorie di utenti è indispensabile. Gli adulti preferiscono acquistare auto nuove, mentre i giovani si rivolgono per motivi economici all'usato, finché non mettono su famiglia. È invece diminuito il valore dell'auto come status symbol, controbilanciato da valori come comodità, sicurezza tecnologia, bellezza e green.