Leda Battisti, gran voce tra suoni, ritmi e mistero

Uscita in fretta dallo sconnesso carrozzone di Music Farm, Leda Battisti si prende, da artista vera, la sua brava rivincita con questo album stregante e magnetico, che assai più del reality televisivo appare adeguato a rendere giustizia al suo talento. Riecco, dopo qualche anno d’assenza, la bella voce cristallina, la levità da cantatrice d’Oriente, le melodie serpentine ricalcate sui percorsi misteriosi della sensualità. E il regime rigoroso, ma anche fantasioso, dei suoni e dei ritmi: dalla tromba davisiana di Tu, l’amore e il sesso al controcanto impellente degli strumenti in Ancora una parola e Dimmi cosa c’è, eppoi la chitarra flamenca di È che mi piaci, il tumulto sonoro di Corazon latino, le atmosfere dense e il fraseggio tagliente su cui dilaga, con sapiente contrasto, il volatile disegno del canto. In tutto questo si dilata, come in un magico viaggio intorno al mondo, un fluente intrecciarsi di culture: quella latina e quella araba, la mediterraneità e l’esotismo, l’Iberia e Cuba, l’America e la Sicilia moresca, per esempio. I testi, poi: una lunga, accorata offerta d’amore, come volo dello spirito e senso della quotidianità, apprensione e speranza, realtà e fantasmagoria.

Leda Battisti Tu, l’amore e il sesso (Epic)