L'educazione apolitica del giovane Parise

Daniele Abbiati

Peccato sia un avverbio, avendo quindi interdetto l'accesso ai Sillabari. Però, ammettiamolo, leggendo la fenomenologia che ne dà Goffredo Parise, l'avverbio «spontaneamente» sarebbe stato un ottimo soggetto-oggetto da... sillabare, da collocare nell'enciclopedia diffusa e sfuggente dello scrittore. «Spontaneamente» è, infatti, il vero protagonista di un romanzo che l'autore di Il prete bello, Il padrone, L'assoluto naturale abbozzò dall'inizio dei Settanta al 1977 circa. S'intitola La politica (trotto leggero) e appare ora per la prima volta sulla rivista Riga, interamente dedicato allo scrittore.

«Quello spontaneamente che Giacomo avrebbe tradotto molto più tardi nella parola demagogia». Giacomo (o Giorgio, com'è chiamato nel primo dei sedici brevi capitoli) è l'alter ego di Parise e ne seguiamo le vicende, insieme a quelle dell'Italia, lungo il cruciale periodo 1937 - 1947, cioè dalla prima elementare frequentata (poco «spontaneamente») in una scuola di preti fino a quando il Nostro assiste alle già «ridicole» «commemorazioni della Resistenza» con i partigiani «in costume dell'epoca». Appunto, dallo «spontaneamente» elargire qualche lira per l'edificanda chiesa limitrofa all'istituto allo «spontaneamente» accettare la retorica antifascista che vede sfilare migliaia di ex fascisti.

Ma non è, quella di Parise, facile anti-politica, al contrario, come nota Marco Belpoliti nella postfazione: «Se è dall'essersi sottratto alla politica degli anni Sessanta e Settanta che, sostiene Parise, nascono le favole dei Sillabari», questo excursus con al centro il disilluso e logico e adulto fin da bambino personaggio «contiene invece a suo modo, in negativo, l'aspirazione a un paese diverso». Un prete (pedofilo), un nonno (socialista), un maestro (pre-democristiano), alcuni compagni (conformisticamente fascisti), un padrino (conformista), un sodale (repubblicano) tentano tutti di arruolare questa «sorta di Candide», come lo interpreta Belpoliti. Ma lui, forte di una forma mentale apartitica, a tutti oppone il rifiuto dell'uomo libero.

«Era quasi appena nato quando cominciarono a rompergli le scatole con la politica» è l'incipit. Spontaneamente, questa volta per davvero, Parise non gradì.