Leonzio

Leggiamo nell’Appendice I della Bibliotheca Sanctorum (Città Nuova) che in un anno imprecisato del XIX secolo (ma certo prima del 1831, come vedremo) certi carrettieri di Rocca di Papa che lavoravano a Roma portarono con gran pompa nella loro cittadina le reliquie di un martire romano che erano state ritrovate sulla via Tiburtina, nelle catacombe di Sant’Ippolito. La diocesi di Frascati, a quanto pare, decise di far collocare dette reliquie, subito attribuite al martire Leonzio, nell’altare maggiore della chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta in Cielo. L’occasione era propizia, perché si stavano appunto ultimando i lavori di ricostruzione di detta chiesa, che era crollata nel 1814. Quel ritrovamento di reliquie cadeva a proposito e fu così che Rocca di Papa ebbe il corpo di s. Leonzio martire. Che fosse romano e il martirio lì si desunse dal luogo della sepoltura; che fosse stato un giovinetto lo si ricostruì dalle dimensioni delle ossa. Per il resto, nebbia totale. Il volume non ci informa sui fatti che portarono quei carrettieri a detenere una reliquia di tale importanza. Comunque, s. Leonzio ebbe la sua artistica urna, fatta fare appositamente a Roma nel 1831 da un pio benefattore di Rocca di Papa. Risulta dai documenti che il santo venne in special modo invocato nel 1916 e nel 1943, cioè nelle due principali angustie belliche del XX secolo. Dopo di allora, non si hanno più notizie di particolare venerazione, tanto che la festa di s. Leonzio martire attualmente non viene neanche più celebrata. Questo santo dovrà attendere, forse, la prossima guerra mondiale.