Letteratura, è morto Mario Rigoni Stern

Il grande scrittore veneto è mancato ieri sera nella sua casa di Asiago. Aveva 86 anni. Notizia tenuta riservata dalla famiglia, il funerale già celebrato in forma privata nel pomeriggio. Addio al "Sergente nella neve". Le opere fra storia e biografia

Asiago - Lo scrittore Mario Rigoni Stern è morto ad Asiago, all’età di 86 anni. Malato da tempo, Rigoni Stern è mancato ieri sera. La notizia della sua morte è stata tenuta riservata dalla famiglia, per espressa volontà dello scrittore. I funerali sono stati celebrati oggi pomeriggio, in forma strettamente privata, nella chiesetta del cimitero di Asiago. Indimenticabili le sue opere sulla seconda guerra mondiale che lo hanno reso uno dei pionieri del "neorealismo" del dopoguerra. La sua opera più famosa è certamente "Il sergente nella neve" (1953) sulla ritirata di Russia dell'Armir.

Il ricordo di Camon "Era uno scrittore grandissimo, aveva la grandezza che hanno i solitari". È il primo commento dello scrittore Ferdinando Camon alla notizia della morte di Mario Rigoni Stern. "Quando sono stato presidente del Pen Club italiano - ricorda - è stato il primo italiano che ho candidato al Nobel: era uno scrittore classico, dalla visione lucida e dalla scrittura semplice ma potente, aveva carisma anche come uomo". Tante volte, sottolinea "io, Mario Ismenghi, Giampiero Brunetta, Sergio Perosa e il professor Lenci andavamo a passeggiare per i monti e tutti lo sceglievamo automaticamente come guida". Camon ne ricorda la figura: "Aveva un carattere buono e mite - rileva - se ne fregava dei convegni e delle società letterarie".

Asiago "Per noi è una perdita gravissima. Rigoni Stern era l’icona dei valori della gente di montagna". Così il sindaco di Asiago, Andrea Gios, commenta la scomparsa del celebre scrittore altopianese. "Perdiamo - sottolinea - un pezzo della nostra storia, forse il più autorevole, anche se è riduttivo naturalmente considerare Rigoni Stern solo un asiaghese. La sua fama era di levatura mondiale. Rappresentava - ribadisce Gios - i valori della gente della montagna, quelli in cui tutti noi ci identifichiamo. Per fortuna ci ha lasciato un tesoro, quello delle sue opere delle quali possiamo continuare a godere".

Le opere fra storia e autobiografia Mario Rigoni Stern esordisce come scrittore nel 1953, quando Elio Vittorini, dopo averlo definito autore non di vocazione, pubblica nei Gettoni einaudiani il suo primo romanzo, Il sergente nella neve, la storia di un gruppo di alpini italiani durante la ritirata di Russia, narrata sul filo dell'autobiografia. Premio Bancarellino nel 1963, il libro diventa uno dei bestseller del secondo Novecento e Rigoni Stern uno degli autori più letti nelle scuole, con Primo Levi. Dopo dieci anni di silenzio, con Il bosco degli urogalli (1962) dà spazio poi a due dei suoi temi più cari, l'amore per la terra natale e insieme il rapporto tra memoria e natura, che é un po' il nucleo della sua poetica. Tocca poi a Quota Albania (1971), un anno di guerra e due campagne militari, in Francia e in Grecia, e Ritorno sul Don (1973), in cui rivisita il sogno di pace che già si intravedeva nel romanzo d'esordio. Autobiografia, riflessione e racconto del mondo si intrecciano anche in Storia di Tonle (1978, premio Campiello e premio Bagutta), vita di un pastore la cui esistenza si mescola con gli avvenimenti della Storia; Uomini boschi e api (1980), il suo mondo, i suo inverni e le sue primavere; L'anno della vittoria (1985), spaccato della sua piccola comunità montana sconvolta nel dopoguerra e della vita sociale prostrata da disoccupazione e miseria; Le stagioni di Giacomo (1995, Premio Grinzane Cavour), il racconto del mutamento antropologico di un paese che si avvia a diventare fascista, con Giacomo che impara fin da bambino dal padre il mestiere di 'recuperante', cioé battere la montagna alla ricerca di residui bellici da rivendere ai grossisti di metalli per pochi centesimi.

A questi libri si aggiungono diverse raccolte di racconti. Tra queste, 1915-18 LA guerra sugloi Altipiani. Testimonianze di soldati dal fronte (2000), brevi storie ambientate nel periodo tra le due guerre e scritte tra il 1970 e il 2000, molte apparse la prima volta su La Stampa; Sentieri sotto la neve (1998), storie di un sopravvissuto al Lager che torna a casa, di un pastore solitario che parla con amore alle sue pecore, di un giovane legnaiolo che incontra una strega bella e senza pietà, di un focolare intorno al quale si raccolgono i vivi e i morti, di paesaggi cancellati dal trascorrere degli anni; I racconti di guerra (2006), storie della Grande Guerra, scaturite dall'album di famiglia e dai bollettini ufficiali, ad altre della Seconda guerra mondiale, che ripercorrono la campagna di Francia, la tragica spedizione albanese, il drammatico fronte russo, le tappe del travaglio successivo (il 25 luglio, 18 settembre, la prigionia); Stagioni (ancora del 2006) e poi l'ultima, di poche settimane fa, Le vite dell'altipiano: Racconti di uomini, boschi e animali. Nel 2004 Rigoni Stern ha vinto il premio Chiara alla carriera. Nello stesso anno gli è stato dedicato un Meridiano Mondadori, a cura di Eraldo Affinati. Einaudi è sempre stato il suo editore storico.