Lev Nagolkin

Suo padre era un mercante di Karacarov, nel governatorato russo di Orël. Lev Nagolkin nacque nel 1768 e prese i voti monastici. Nel 1797 entrò nel celebre eremo di Optina, dove stavano gli starcy più famosi. Si trattava di un monastero in cui si univano l’ascesi monastica alla carità pratica al servizio del prossimo, la cultura religiosa a quella laica. Gli ultimi tra quegli starcy caddero vittime del comunismo e molti di loro finirono martiri e canonizzati. Lev Nagolkin, che aveva preso il nome religioso di Leonid, nel 1799 si trasferì nell’eremo di Belye Berega, di cui diventò superiore nel 1804. Ogni starec anziano aveva un discepolo, e per padre Leonid il maestro fu il famoso Feodor, che a sua volta era stato discepolo di s. Paisij Velickovskij. Quattro anni dopo, Leonid diede le dimissioni da superiore e si ritirò nella stretta clausura, riprendendo il suo nome Lev e raggiungendo il suo maestro a Valaam, dove rimase dal 1811 e il 1817. Poi si trasferì nel monastero di Sant’Aleksandr a Svir’. Nel 1829, invitato dal vescovo di Kaluga e dall’abate («egumeno») di Optina, s. Moisej, fece ritorno a Optina. Fu lui a iniziare la tradizione di direzione spirituale che rese celebre l’eremo. Lev fu maestro di monaci e monache, ma anche di laici, quantunque il vescovo di Kaluga, da cui dipendeva l’eremo, cercasse di scoraggiare la pratica. Lo starec Lev continuò imperterrito a ricevere anche i laici, cui consigliava un’ascesi del cuore al posto di quella esteriore (molto in voga a quel tempo in Russia) fatta di austerità e gesti di penitenza. Il santo venne a morte nel 1841.