Lewis come Ibra: "Se mi cercano..."

Fa un po’ come Ibra: sfoglia la margherituccia, sembra indeciso, si culla all’idea che tutti lo vogliano. Bravo è bravo, come Ibra, capriccioso è capriccioso, come Ibra. Lewis Hamilton si accorge però subito di averla detta o fatta troppo grossa e corre prontamente ai ripari. «Io interessato ad altri team?», sottinteso, e neppure tanto, la Ferrari, «ma no, sto bene dove sto, ho solo dichiarato che sarebbe stato bello se altre scuderie si fossero dimostrate interessate al sottoscritto...».

La prima vigilia di Lewis Hamilton da campione del mondo in carica non è proprio trionfale, perché c’è la gaffe non gaffe da correggere, e c’è il morale a terra da nascondere.

Lewis, come va la macchina?
«Va che non è dove avremmo pensato fosse... Non siamo al livello degli altri. Forse patiamo i troppi cambi di regole».

Qual è il problema?
«Manca velocità. La monoposto è anche piacevole e facile da guidare, ma lungo i curvoni siamo lenti».

Non si aspettava una situazione del genere.
«No, però non mi demoralizzo, anzi, resto entusiasta all’idea di iniziare la sfida».

E il rischio di partire a metà gruppo, magari più indietro?
«Sarà più difficile, ma credo lo stesso nelle mie potenzialità e in quelle della McLaren: restiamo un team molto forte».

Quanto forte?
«Molto, un team che sa lavorare bene ed è capace di recuperare e tornare al vertice».

Quanto tempo ci vorrà?
«Forse tre o quattro Gp, ma poi saremo di nuovo della partita. L’unico rammarico è che a inizio stagione difficilmente avrò la possibilità di lottare per la vittoria».

A cominciare da qui, dopodomani?
«Sì, non ho proprio idea di dove potrei trovarmi in griglia, ma di certo non penso di essere al vertice, anche se lotterò, come sempre. Ma forse è più realistico pensare di combattere per fare dei punti. Dopodiché, passata qualche gara, sarà diverso».

Non è preoccupato che senza la possibilità di fare test, sarà molto più difficile recuperare il ritardo dagli altri?
«Penso solo che sarà tutto più insidioso, ma ce la faremo. Di certo, è la prima volta da quando corro che non ho idea, nessuno di noi piloti ce l’ha, di chi davvero potrà lottare per la vittoria finale. E questo rende tutto più interessante».

I pasticci Fia, il nuovo sistema di assegnazione del titolo e poi l’improvviso dietrofront?
«Sono felice che sia stata fatta una retromarcia: in fondo, il vecchio sistema di punteggio aveva fin qui lavorato bene, anche perché tiene conto del fatto che la F1 è comunque un gioco di squadra».

Per lei è la terza vigilia mondiale.
«E sicuramente la più difficile».

Non lo sa ancora, ma poco più tardi a Felipe Massa, forse per stuzzicarlo, verrà chiesto di Hamilton, del rischio, chissà, forse, un giorno, di trovarselo in squadra. La risposta del brasiliano è l’unica cosa positiva uscita da questo giovedì di Melbourne: «Sono stato compagno di Schumacher, di Raikkonen, da anni dicono che Alonso sta per arrivare, hanno tirato in ballo anche Valentino Rossi, magari domani diranno che toccherà a mio padre affiancarmi... Per cui sono pronto anche a Lewis...». Chapeau.