A lezione di design da Bangle (Bmw)

da Milano

A Ginevra lo stile è sotto i riflettori. Designer, modellatori, esperti di estetica e di comunicazione, si aggirano tra gli stand osservando tutte le novità e i prototipi in particolare: il car design crea sculture, è una forma d’arte. La Cisitalia in mostra permanente al Museum of Modern Art di New York testimonia che già nel passato il car design ha raggiunto le vette dell’opera d’arte. Il legame tra arte e industria lo si respira nell’aria al Salone di Ginevra, è frutto di cultura, di ricerca, di metodologia. È alla base del marketing: l’auto deve accendere il cuore, la fantasia, entusiasmare, far sognare. Un’auto senza appeal muore. Lo sanno bene gli stilisti italiani che negli ultimi 50 anni hanno realizzato auto entrate di prepotenza nella storia dell’automobile.
Oggi il design è studiato nelle più importanti università europee ed americane: quella di Pasadena, l’Art Center College, ha preparato alcuni studenti così bene che in pochi anni sono stati apprezzati in tutto il mondo e ora appartengono al firmamento dell’ingegno internazionale. Tra le grandi firme vi è un ex studente di Pasadena: Chris Bangle, che a Ginevra presenta la nuova Bmw X6. Un’auto fuori dagli schemi che è al contempo una coupé e uno Sport utility vehicle. Bangle, dopo il diploma a Pasadena e aver lavorato alcuni anni in Germania alla General Motors e in Italia al Centro stile Fiat (sua la realizzazione della Coupé di Torino) è entrato nel 1992 in Bmw come responsabile del design. A Monaco di Baviera ha stabilito una strategia del design per l’intera gamma di modelli, ha fissato cioè dei principi base che hanno favorito la nascita del segmento premium.
All’inizio degli anni ’90, Bmw produceva solo tre serie di auto: l’ammiraglia, cioè la Serie 7, la Serie 5 e la Serie 3. Con centinaia di collaboratori, ingegneri, progettisti, stilisti, riuniti nel Centro stile che si trova nel Fiz di Monaco, un grande laboratorio di ricerca che ospita oltre 5mila ingegneri e tecnici (con una linea di montaggio pilota) ha tracciato nuovi confini del car design. Sue realizzazioni sono la Bmw X5 e X3, la Z4 e la Serie 6, oltre a tutti modelli presentati con i marchi Mini, Rolls-Royce e le sportive Bmw Motorrad. A partire da quegli anni la produzione Bmw è passata dalle 500mila auto a oltre un 1,4 milioni.
«Abbiamo compiuto una evoluzione-rivoluzione – precisa Bangle – realizzando una Z4 con superfici estremamente dinamiche e d’avanguardia, ma proporzioni classiche e la nuova Serie 7 con superfici classiche, ma proporzioni di avanguardia. Per comunicare il messaggio utilizzammo i concept car Xcoupé e Z 9Gt. Tutti i modelli successivi si collocano tra questi due confini e tutti hanno una posizione precisa nella famiglia Bmw, per rispettare il family feeling. La nuova Serie 7 con il sistema di interfaccia iDrive rappresentò una grande sfida e non fu da tutti subito accettata. Oggi noi costruiamo auto diverse con motori interamente nuovi. In futuro avremo sempre più vetture che potrebbero confonderci al primo incontro. Nel 2020 vedremo sulle strade i primi veicoli di una nuova categoria. Cerchiamo di dare un significato alla forma, ognuna delle nostre auto è modellata come una scultura. Per mantenere vivo e importante un marchio si devono anticipare le future esigenze, dobbiamo offrire una identità più espressiva. Il car design è una forma d’arte: nella linea perfetta della carrozzeria, nella parte superiore del rilievo si può riconoscere la classica rappresentazione iconica di un’auto, espressione di dinamismo e bellezza».