La Liberazione vista dagli «amerecani» della Rai

Caro Granzotto, il 2 giugno scorso mi sono guardato la parata, come faccio tutti gli anni.
Ebbene, nell’inserto storico mandato in onda dalla Rai e riguardante la storia della Repubblica ho imparato due cose: primo, l’Italia è stata liberata dai nazi-fascisti ad opera delle forze della resistenza. La partecipazione a questa liberazione da parte di un ufficialetto Usa, tale generale Patton con le sue divisioni corazzate ed i suoi Sherman, come pure di quei quattro soldatini inglesi che si facevano pomposamente chiamare «Eight Army», comandati da un certo Maresciallo Montgomery, non è stata neanche presa in considerazione... Ma chicca delle chicche, la nostra fregata «Euro», classe Maestrale (otto unità, tutte con nomi di venti), è diventata la fregata «Iuro»! Potenza della moneta unica di Gianduja Prodi! Ricordo anche, in tema di ignoranza abissale della storia, come sempre in Rai, tempo fa, l’armistizio dell’otto settembre 1943, firmato a Cassibile – provincia di Siracusa – divenne «l’armistizio di Chessibòl». Non aggiungo altri commenti.

Quella di Cassibile diventata, sulle labbra dei giornalisti Rai, «Chessibòl» la conoscevo, caro Parodi. Ma che per la smania di maciullare nella forma inglese parole italiane o latine (memorabile resta un «sain dai» per sine die) Euro diventasse, addirittura «Iuro» questo no, questo non me lo sarei aspettato. Parleranno inglese meglio di Nando Moriconi detto l’amerecano, alla Rai. Ma sono ignoranti come capre. Chi crede che Cassibile sia una città del Kansas o del Kent non ha mai letto un rigo di storia patria. È infatti impossibile non imbattersi nel nome di quella località siciliana affrontando un qualunque testo, anche il più sciatto, che tratti della seconda guerra mondiale. Dovrebbe però presumersi che il curatore di un servizio propriamente storico come quello trasmesso a complemento della sfilata del 2 giugno, abbia qualche pratica della materia. In fondo, molto in fondo, la Rai è pur sempre un servizio pubblico e quindi dovrebbe aver cura di fornire una corretta informazione. Ma poiché come lei m’informa, caro Parodi, da quel servizio risulta che furono non gli angloamericani ma le formazioni partigiane a liberare l’Italia dal tallone nazifascista, sorge un dubbio: crassa ignoranza o servile osservanza del canone della vulgata? Nel primo caso si tratterebbe di colpa grave, nel secondo di colpa gravissima. Mettere la propria intelligenza e la propria cultura al servizio della menzogna per poi diffonderla attraverso uno strumento pubblico di comunicazione di massa è molto peggio che ignorare che il 3 settembre 1943 a Cassibile venne firmato l’armistizio cui seguirà a tambur battente l’unconditioned surrender, la resa senza condizioni. Quella che noi, pieni di fantasia, seguitiamo a chiamare Liberazione.