«Liberiamo il settore da pregiudizi ideologici»

Cagliari Il gotha della Nautica sbarca in Sardegna «per ridisegnare il futuro del settore con le autonomie locali, regione simbolo del turismo nautico nazionale e internazionale, ma anche esempio dell'impatto negativo delle tassazioni straordinarie». Fin qui l'incipit dell'invito al convegno Ucina-Satec 2013 (aperto al pubblico) in programma oggi a Cagliari. Sardegna simbolo del diporto, ma a «impatto negativo»: suona quasi come prima domanda al governatore, Ugo Cappellacci.
Presidente, dove va la sua Sardegna?
«Spero nella direzione giusta. Noi abbiamo una vocazione naturale per la nautica, in gran parte ancora inespressa. Ci sono molti passi da fare. Il primo è di livello culturale. Innanzitutto bisogna liberare questo settore da una serie di pregiudizi, a mio avviso ideologici. C'è una diffusa miopia sulle le importanti prospettive che il settore offre, sia alle imprese sia all'occupazione. Ma è l'aspetto di valenza nazionale che ci preoccupa. E che non riguarda solo la tassa autolesionista voluta dal precedente governo, alla quale ci siamo opposti anche attraverso un ricorso alla Corte Costituzionale. Ahimè, avevamo già vissuto un'esperienza simile con la tassa sul lusso introdotta dal mio predecessore e da noi abolita nel 2009. Fu uno straordinario acceleratore per la Corsica e i territori vicini».
È tempo di voltare pagina.
«Certo, noi non ci siamo fermati lì. Abbiamo adottato una serie iniziative, abbiamo stanziato risorse importanti. E da ultimo stiamo lavorando a un disegno di legge per lo sviluppo della nautica e delle strutture ricettive e turistiche. Siamo la settima regione per posti barca: oltre 20mila se consideriamo anche i campi boa. Il tutto suddiviso su 79 porti. Non dimentichiamo che oggi il diportista spende in media circa 30mila euro l'anno, e quindi è da considerare uno dei turisti con la maggiore capacità di spesa. L'obiettivo finale è ottenere l'Iva agevolata al 10% (forse l'11% da luglio) anche per la nautica, la stessa applicata al turismo. Si darebbe un grande impulso a un settore che può fare da locomotiva per la ripresa».
Presidente, però la crisi non è la madre di tutti i guai...
«Assolutamente no. La crisi ha generato la contrazione dei consumi, ma sono le politiche sballate che hanno fatto arretrare di molti anni questo comparto. L'analisi è semplice: basta confrontare i dati del territorio italiano con quelli di altri territori per rendersi conto che non hanno tutti lo stesso trend».
Burocrazia, controlli asfissianti, fisco rapace e chi più ne ha più ne metta.
«Questi fenomeni hanno martoriato la Sardegna (e non solo la Sardegna, ndr) nell'ultimo anno. I controlli sulle imbarcazioni hanno avuto effetti devastanti. Ritengo sia giusto che tutti paghino le tasse. I controlli e le verifiche sono sacrosanti, però andrebbero fatti con buonsenso. Questi controlli li abbiamo avuti anche sugli aerei privati con squadre di finanzieri a bordo, quasi armati di tutto punto, manco stessero accogliendo contrabbandieri. Una vera e propria caccia all'uomo. E tutto questo non ci fa bene».