Libia, Gheddafi non molla e torna ad attaccare: "Si dimettano i leader dei paesi occidentali"

Il ministro degli Esteri libico, Mussa Koussa, è a Londra e ha abbandonato il raìs. Obama ringrazia Napolitano per il sostegno. Gli Usa starebbero armando i ribelli in segreto. Il Colonnello torna all'attacco: "La situazione potrebbe sfuggire di mano all'Occidente"

Tripoli - Il Colonnello non demorde e torna ad attaccare e provocare l'Occidente.La coalizione internazionale che conduce le operazioni in Libia ha creato una situazione di cui gli occidentali potrebbero perdere il controllo: lo ha affermato il leader libico Muammar Gheddafi, le cui dichiarazioni sono state riportate dall’agenzia di Stato libica, la Jana.

"I capi di stato occidentali si devono dimettere perchè hanno violato il diritto internazionale e la carta dell’Onu con i loro raid scellerati", ha proseguito il Colonnello in una dichiarazione rilasciata all’agenzia di stampa libica Jana. "I loro popoli devono cambiare i loro capi di stato che hanno dato vita ad una crociata che non può essere controllata - ha aggiunto - e che sta portando la distruzione nella regione".

Se ne va il ministro degli Esteri Il regime di Muammar Gheddafi inizia a perdere pezzi. Uno dei suoi uomini di punta, il ministro degli Esteri Mussa Koussa, ha deciso di abbandonare il Colonnello e rassegnare le dimissioni. Dopo una misteriosa tappa di due giorni in Tunisia, definita come una
"visita privata", Kussa è arrivato a Londra. Qui è stato il Foreign Office ad annunciare: "È venuto di sua spontanea volontà. Ci ha detto che si è dimesso dalle sue funzioni". Una defezione che è stata
subito definita "molto importante" da fonti dell’amministrazione Usa, perché indicativa del fatto che "la gente che circonda Gheddafi ritiene che la sua fine è ormai prossima". Intanto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, si è opposto alla proposta di armare i ribelli libici: l’alleanza atlantica deve interviene militarmente "per proteggere il popolo libico e non per armarlo".

L'aiuto ai ribelli Barack Obama, intanto, avrebbe già firmato un ordine segreto per autorizzare l’invio di aiuti ai ribelli libici. Lo riporta il il New York Times, che sostiene sia precedente alle polemiche di ieri. Secondo il quotidiano, infatti, sarebbe stato firmato settimane fa e dà alla Cia l`autorità di fornire armi e sostegno di altra natura alle forze che combattono contro il colonnello Muammar Gheddafi. Per il momento, comunque, non sarebbero ancora state inviate armi in Libia, ha riferito la fonte.

Gli Usa ringraziano l'Italia Il presidente degli Stati Uniti ha anche telefonato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e ha ringraziato l’Italia per "l’appoggio costante alle operazioni della coalizione in Libia sotto il comando Nato". Obama, si legge in un comunicato, "ha espresso il suo profondo apprezzamento a Napolitano e al premier Silvio Berlusconi per la promozione della pace e della stabilità in tutto il mondo. Il presidente Usa "ha riconosciuto la competenza e la conoscenza dell’Italia della regione libica e ha ribadito la volontà di continuare con consultazioni ravvicinate tra i nostri due governi, in modo da agire per proteggere il popolo libico e far valere le risoluzioni 1970 e 1973 approvate dalle Nazioni Unite". La nota della Casa Bianca arriva dopo le polemiche scoppiate lunedì per l’esclusione dell’Italia dalla videoconferenza tra i leader di Francia, Germania, Gran Bretagna e Usa, svoltasi alla vigilia della Conferenza di Londra sulla Libia.

Sparito un peschereggio italiano Il peschereccio italiano "Mariella, con tre persone a bordo, è scomparso per tuttaa scorsa notte. Il peschereccio, che è iscritto alla marineria di Siracusa, era impegnato in attività di pesca a circa 50 miglia dalla costa di Bengasi, nel golfo di Sirte. In tarda mattinata il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto in una nota, ha segnalato il "cessate il pericolo" precisando che il capobarca avrebbe dato l’allarme dopo aver visto una unità da guerra fare rotta verso il motopesca.

Scontri a Tripoli Quanto alla situazione sul terreno, continuano i raid della coalizione internazionale contro obiettivi del regime. Aerei militari hanno sorvolato questa notte la capitale libica dove sono state udite potenti esplosioni che hanno interessato un sobborgo dell’area orientale. Secondo quanto riferito da un testimone, sarebbe stato colpito il sobborgo di Salaheddin, a sudest di Tripoli. Le incursioni avrebbero riguardato un sito militare situato nell’area. L’ agenzia ufficiale libica Jana ha indicato successivamente che "una località civile di Tripoli è stata fatto oggetto questa notte di bombardamenti dell’aggressore colonialista crociato", alludendo alla coalizione internazionale.