Un libro Rai-Eri su Roma 1960, le prime Olimpiadi della tv

Gli autori Barbara Scaramucci e Claudio Ferretti, ricostruiscono con testimonianeze, foto e pagine del Radiocorriere dell'epoca le vicende che portarono la Rai ad essere la prima televisione al mondo a trasmettere in diretta i Giochi olimpici. Un dvd allegato regala un'ora di storiche immagini delle gare romane

Le Olimpiadi di Roma del 1960 sono ritenute da tutti le ultime a dimensione umana, ma sono state anche le prime di una nuova era della tecnologia e della comunicazione. A questo particolare aspetto e al ruolo pionieristico che ebbe la televisione in quei giorni di 50 anni fa è dedicato il libro «Roma 1960, le Olimpiadi della TV» di Barbara Scaramucci e Claudio Ferretti, edito dalla ERI, Edizioni Rai, al quale è allegato un DVD con un'ora di storiche immagini dei giochi olimpici di Roma, curato dagli autori con la regia di Daniela Piccioni.
Scaramucci e Ferretti ricostruiscono le vicende che portarono la Rai ad essere la prima televisione al mondo a trasmettere in diretta i Giochi olimpici per un totale di 120 ore in ben 18 Paesi, in un periodo in cui i collegamenti via satellite erano agli albori e per la prima volta veniva utilizzata la registrazione su nastro magnetico. Il racconto del nuovo rapporto che si instaurò fra lo sport e la TV nel 1960 a Roma si intreccia alla descrizione del clima che caratterizzò l'arrivo delle Olimpiadi in Italia e che ne determinò il successo mondiale, in un anno magico per il nostro Paese, dove iniziava il boom economico e si avviava un forte sviluppo sociale. Nel libro sono state raccolte varie testimonianze dei radiotelecronisti della Rai di allora, in particolare di Tito Stagno, pioniere del giornalismo televisivo, e di Guglielmo Moretti, indimenticabile responsabile dello sport alla radio.
«Le oltre 100 fotografie, le pagine del Radiocorriere dell'epoca e le immagini del DVD tratte dai servizi giornalistici originali - spiega Barbara Scaramucci, direttrice delle Teche Rai - costituiscono un prodotto unico per rivivere le emozioni delle Olimpiadi del 1960, con la speranza che quei ricordi straordinari siano di buon auspicio per avere di nuovo i Giochi a Roma nel 2020».