L'idea di popolo romano nell'arte capitolina

Nel 1538 Michelangelo plasmò il Campidoglio riuscendo a incarnare architettonicamente gli ideali del popolo romano, legittimo erede della tradizione repubblicana dell’antichità

Roma - Oggi sede del comune di Roma, il Campidoglio è il più piccolo fra i famosi sette colli. di questi è sicuramente il più importante. Qui nacque il primo nucleo della città eterna. Ed è proprio nella piazza antistante che, attraverso il rifacimento della pavimentazione, Antonio Muñoz ha voluto dare vita all'impegno civico insito nel popolo romano. Nel prezioso volume Campidoglio - Storia di un monumento civile nella Roma papale (pagg. 424, euro 120), Electa affronta la lunga storia della piazza capitolina partendo dai primi passi nel XIV secolo

L'idealità del Popolo Romano Il volume affronta la storia della costruzione della piazza del Campidoglio dalle sue origini nel XIV secolo al rifacimento della pavimentazione di Antonio Muñoz nel 1938. La piazza è sempre stata il simbolo delle libertà cittadine e nel 1538 si decise di dare forma architettonica alle idealità del popolo romano. L’artista scelto dal Papa e dal popolo per la riqualificazione dei palazzi fu Michelangelo, che affrontò il tema della piazza civica con il consueto impegno civile. L’intervento dei talentuosi deputati alla costruzione, Curzio Frangipane e Tommaso de’ Cavalieri, in assenza di un progetto complessivo "disegnato", organizzò il lavoro del Maestro e dei suoi continuatori rettificandolo e tradendolo. Gli esiti sono in parte lontani dalle intenzioni originarie di Michelangelo e consegnano un’opera organica e compiuta, sostenuta dall’idea forte di rappresentare il Popolo come legittimo erede della grande tradizione repubblicana dell’antichità.

Il volume Il minuzioso lavoro - curato da Anna Bedon, professore associato di Storia dell’architettura presso il Corso di laurea in Scienze dell’architettura nella Facoltà di Architettura dell’Università di Venezia - è accompagnato da una serie di ricostruzioni grafiche che restituiscono i molti progetti per la piazza e per i palazzi che si susseguono, in una lotta per il prestigio personale e familiare che ha sempre un riflesso nell’allestimento del complesso. L’analisi, inoltre, delle scelte politiche, delle presenze sul cantiere, della sua organizzazione, della successione degli interventi e delle tecniche scelte viene fatta su base documentaria, ed una esaustiva appendice completa gli apparati del libro.