L'isola di Dumas riapre ai turisti

Per sbarcare su Montecristo, 10 chilometri quadrati di roccia a sud dell'Elba, bisogna dimostrare di essere un eco-turista doc. Il Parco dell’arcipelago toscano ha infatti varato regole severissime: "Non più di mille visitatori all’anno e corso ambientalista obbligatorio"

Il Conte di Montecristo - ferratissimo in tema di evasioni e tesori, ma ignorante sul fronte della biodiversità - oggi rischierebbe di non poter mettere piede sulla «sua» isola. Roba da far rivoltare nella tomba anche l’abate Faria. Fatto sta che per sbarcare su questi 10 chilometri quadrati di roccia a sud dell'Elba, bisogna dimostrare di essere un eco-turista doc. Insomma, per godersi le meraviglie naturalistiche di questo paradiso (finora) incontaminato non conta sapere chi è Alexandre Dumas, ma è fondamentale essere al corrente dei segreti sulla foca monaca, che un tempo bazzicava proprio da queste parti.

Entrare nel corpo d’élite dei vacanzieri verdi diretti sull’isola, non è facile. Quindi, astenersi perditempo e amanti del cemento. Il Parco dell'Arcipelago toscano che gestisce l’isola ha varato infatti una «Carta Montecristo» con regole rigorose: al primo posto, accesso a numero chiuso e corso «ambientalista» obbligatorio. I fortunati ammessi potranno accedere a un programma di visite guidate gestite dal Parco in collaborazione con la Forestale che fino a oggi ha garantito l’inaccessibilità allo «scoglio» più misterioso del Tirreno.
«Fino a oggi - spiegano i responsabili del Parco - l’isola era visitata da scolaresche, ricercatori, tecnici; adesso, grazie al nuovo regolamento, non ci saranno limitazioni per categoria e tutti potranno andare alla scoperta del meraviglioso habitat di Montecristo». L’isola rimarrà comunque riserva biogenetica: uno status che non consente l'attracco alle imbarcazioni private e di immergersi in mare. Il bagno sarà consentito solo ai visitatori previsti nella lista delle escursioni a numero chiuso, che non supereranno i mille l’anno.

«Il giorno prima dello sbarco organizzeremo corsi di educazione al rispetto del territorio - spiega il presidente del Parco dell’arcipelago toscano, Mario Tozzi, ricercatore del Cnr e popolare volto televisivo -. Siamo convinti che anche il turismo sia una risorsa culturale: Montecristo è un museo naturalistico a cielo aperto e le persone che la visiteranno dovranno essere educate, capire quali tesori andranno a visitare».

A Montecristo, vivono specie animali e vegetali un tempo diffuse in tutto il Mar Mediterraneo e che oggi resistono solo su quest’isola, luogo privilegiato di sosta per migliaia di uccelli migratori. L'ambiente marino è ricchissimo: vi sono praterie di posidonia, anemoni marini, gorgonie, coralli, e il pesce luna.

Sul fronte delle curiosità letterarie - Alexandre Dumas a parte - va segnalato che, secondo alcuni studiosi, la scrittrice inglese Agatha Christie inizialmente voleva ambientare a Montecristo «Dieci piccoli indiani», uno dei suoi romanzi più celebri, ma poi preferì ripiegare su un'anonima isoletta inglese.

Quanto alle notizie gossip, l’ultimo «scoop» risale al 1896, quando l’isola di Montecristo fu la meta del viaggio di nozze fra Vittorio Emanuele III di Savoia ed Elena del Montenegro. Noblesse oblige.