Locali pubblici del futuro fra stile green e hygge: trend e novità a Host

L'accoglienza fuori casa diventa sostenibile e smart anche con le nuove tecnologie. Nei ristoranti stampanti 3D alimentari per piatti ordinati "su misura" e robot che mixano i cocktail o infornano le pizze. In Fiera Milano da venerdì 18 a martedì 22 ottobre viaggio nell'innovazione per l'ospitlità professionale

La green economy e la sostenibilità sono la cifra dell’innovazione e delle tendenze a HostMilano 2019, caratterizzano questa edizione del salone internazionale dell’ospitalità e del mondo “fuori casa” anticipando gli stili di vita dell’accoglienza con le anteprime che si possono scoprire nel polo espositivo di Fiera Milano da venerdì 18 a martedì 22 ottobre. Notazione importante del ruolo della manifestazione se si tiene conto che, secondo dati di Assolombarda, la green economy ha già generato circa 3 milioni di posti di lavoro e l’Italia è leader europeo per dematerializzazione dell’economia: per ogni chilo di risorsa consumata genera 4 euro di Pil, rispetto ai 2,4 euro della Germania e ai 2,2 euro della media Ue.

Un approccio che come stile si traduce nel rustrial, combinazione di rustico e industriale che valorizza il riuso di elementi esistenti e l’utilizzo di materiali riciclati in un’atmosfera shabby chic lo stile dell’interior design lanciato negli Stati Uniti che utilizza in modo creativo mobili e accessori vecchi o usati: nuance pastello, monocromi e i toni neutri, che lasciano il colore ai dettagli per esaltare materiali grezzi e naturali. E anche, come nota l’Osservatorio HostMilano analizzando i mercati, pareti verdi realizzate con piante ornamentali, orti verticali, mini-giardini. Sostenibilite è anche la gestione anti spreco gli spazi. Un esempio? I layout con elementi d’arredo in legno riciclabile che possono essere facilmente smontati per essere ricombinati e rispondere a diversi utilizzi, o per essere riciclati a fine vita con un minor consumo di risorse.

E si affermano le tavolate comuni al posto dei tavoli separati, che favoriscono la convivialità perché la sostenibilità è anche uno stato mentale. Il richiamo ispiratore è quello dello scandinavo hygge – ovvero il comfort delle piccole cose dal sapore domestico – in cui sfumano sempre più i confini tra casa e fuoricasa mixando in un unico locale diverse funzioni: bar e negozio, ristorante e showroom fashion o gallerie d’arte. Spesso abbinate alla cultura, con la presenza di librerie-biblioteca a disposizione del cliente. La parola d’ordine è contaminazione. Dal bread bar dove possiamo fare la spesa di tutti i giorni, ma anche bere un buon caffè o sorseggiare un calice di vino, ai mini-locali con infinite varianti di uno stesso prodotto in pochi metri quadri - dall’arancino al poke – ispirati allo street-food, fino ai ristoranti che sono anche showroom, negozi fashion o gallerie d’arte. L’impiattamento, nell’era dei social diventerà sempre più curato, ideale per consentire foto perfette da condividere su Instagram, Twitter o Facebook abbinato a un tableware originale basate su nuove forme e nuovi materiali, come legno e acciaio spazzolato.

La tecnologia trainerà sempre di più l’offerta dei locali, in particolare bar e ristoranti. Ecco allora le stampanti 3D per alimenti che nelle cucine professionali consentono di realizzare ricette non personalizzate e green: il ristorante protrà preparare una bistecca vegetariana su misura con un mix di proteine vegetali – come le farine di legumi – con l’esatto apporto nutritivo chiesto dal cliente. L’automazione si estenderà a tutte le attrezzature, dai grill alle macchine per caffè che, grazie all’intelligenza artificiale e a interfacce grafiche e connesse tramite l’Internet delle cose, consentiranno anche al meno esperto dei baristi di preparare un espresso perfetto. Crescerà anche l’automazione con robot simili a quelli industriali in grado di svolgere compiti specifici, come mixare un cocktail o guarnire e infornare un pizza. Evoluzione tecnologica anche per i sistemi di cottura a induzione, gli armadi refrigerati, i sistemi di igienizzazione e linee di taglio che consentono di utilizzare una più ampia varietà di ingredienti, soprattutto vegetali.

In pasticceria, gli spinner (giratorta innovativi) e gli strip (stampi monouso a strappo) che aiutano a eseguire lavorazioni impeccabili di cake design, che diventa anche bio grazie a ingredienti come le perle di vaniglia. Sul fronte gelateria, la creatività sembra non avere limiti di sapori, abbinamenti di ingredienti, forme e colori: una rivoluzione possibile anche grazie a mantecatori e sistemi di miscelazione di nuova generazione che permettono di lavorare materie prime una volta impensabili. Ma insoliti e sostenibili diventano anche i contenitori, con coppette fatte da cialde ispirate allo street-food, magari da gustare con un caffè da capsula compostabile il cui aroma è preservato da un packaging anch’esso compostabile, brevetto made in Italy.

Sì perché, come conferma una recente ricerca delle Organizzazioni europee per i brevetti (Ueb) e la proprietà intellettuale (Euipo), le aziende made in Italy, tra le industrie europee, sono quelle che utilizzano più intensamente la proprietà intellettuale. Le imprese che ne fanno un uso intensivo impiegano circa 7 milioni di occupati (il 31,5% quasi uno su tre) contribuendo al Pil per 774 miliardi di euro, il 46,9%, contro medie europee del 29,2% e 45% rispettivamente. E a HostMilano c’è una sfida-confronto con le più innovative proposte internazionali.

Tutte le informazioni su www.host.fieramilano.it, @HostMilano, #Host2019