L'Oipa: «Sulle Botticelle romane il Comune ci sta prendendo tutti in giro»

Che ne è delle strade off-limits e del divieto di andare al trotto? Chi controlla le regole? Chiediamo l'abolizione di questa ormai dannosa tradizione»

«Repetita Juvant», dicevano i latini. Ribadire il concetto significa aumentare le speranze che qualcosa cambi prima o poi. Ne sono convinti gli animalisti che tornano sull'irrisolta questione delle botticelle romane. Un'affare che al Comune sembra proprio non interessare. «Ritorniamo sul grave problema delle Botticelle romane, ad oggi non risolto nonostante gli incidenti mortali risalenti all'anno scorso - si legge in un comunicato dell'Oipa, l'organizzazione internazionale protezione animali - L'istituzione di un'apposita commissione scientifica, le successive promesse da parte dell'amministrazione, poi non mantenute, di eliminare una volta per tutte le anacronistiche carrozze dal centro di Roma relegandole nei parchi, infine la delibera del 20 luglio scorso». «Chiediamo notizie - continua l'Organizzazione - dell'elenco delle cosiddette strade off-limits, preannunciato a settembre. Facciamo notare che fin'ora nulla è stato deciso. La consapevolezza del rispetto che meritano questi animali è in linea tra l'altro con la recente proposta di legge che intende riconoscere al cavallo lo status di animale da affezione vietandone la macellazione e il generale sfruttamento». «L'Oipa sta portando avanti la petizione con la quale si chiede che i cavalli vengano liberati per sempre dalle carrozze - conclude il comunicato - e che queste vengano sostituite con altre a trazione elettrica, mezzi più civili e senz'altro più sicuri per l'incolumità stessa delle persone che le utilizzano, vetturini compresi».