L'ospedale San Giovanni dalla parte dell'Africa: con il servizio di telemedicina

È stato inaugurato due giorni fa in videoconferenza con la Tanzania. Lo strumento ha già permesso decine di consulti rapidi tra i medici locali e gli specialisti italiani

Referti e esami viaggiano via Internet. In occasione del viaggio di Stato del sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico, Adolfo Urso, è stato inaugurato martedì scorso in videoconferenza il Nuovo Servizio di Telemedicina di Usariver in Tanzania. I medici dell'azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata proseguono così il loro impegno a favore dell'Africa, dove la domanda di cure e l'aumento costante dei pazienti, soprattutto bambini, cresce a ritmi incessanti. Attraverso il Servizio sono già stati effettuati diversi teleconsulti tra medici italiani e africani. In particolare gli elettrocardiogrammi fatti presso i centri tanzaniani, vengono inviati via Internet e refertati dai cardiologi dell'ospedale San Giovanni per poi essere spediti di nuovo, attraverso la rete, nei presidi africani. Se refertare i tracciati è un'operazione ormai di routine, lo stesso di può iniziare a dire dei teleconsulti di telecardiologia e teleangiologia. All'interno del San Giovanni a supervisionare e gestire questo servizio c'è il dotto Michelangelo Bartolo e presto prenderà il via anche la Teleradiologia. I radiogrammi (Rx e TAC) effettuati dai pazienti tanzaniani possono essere così inviati al Dipatimento di Radiodiagnostica del nosocomio capitolino, magari solo per avere una seconda opinione o un referto più certo.«Quello permesso dalla Telemedicina - spiegano al San Giovanni - risulta essere un modello di cooperazione a basso costo, ma ad alta efficacia che porta in sé anche un'inevitabile formazione del personale medico locale. Infatti, con l'intento di dare sostegno e sviluppo a una rete di centri sanitari in Africa e per portare in loco le competenze cardiologiche, è stato organizzato ad Arusha nell'ottobre 2008 un training course "Saving the heart", tenuto dal dottor Giorgio Scaffidi, direttore del pronto soccorso cardiologico dell'azienda, indirizzato a medici e infermieri di vari centri sanitari del nord della Tanzania, alcuni dei quali già attivi nella telecardiologia». Scopo del corso è stato quello di aumentare la conoscenza dell'epidemiologia e della fisiopatologia delle malattie cardiovascolari per poter aiutare a predisporre azioni corrette e mirate, soprattutto nei «paesi emergenti», dalle ridotte disponibilità economiche e dalla scarsa organizzazione sanitaria. Al corso hanno partecipato più di 35 persone provenienti da centri sanitari sparsi in un raggio di oltre 300 Km dalla città di Arusha. E ora, in collaborazione con i colleghi del San Giovanni-Addolorata, sono entrati in azione.