Lotta ai tumori polmonari

Approvato l’impiego di un innovativo anticorpo monoclonale in associazione con la chemioterapia

Il tumore del polmone è quello che miete più vittime in Europa, con 334.800 morti nel 2006. In tutto il mondo ci sono più di 1,2 milioni di nuovi casi ogni anno di tumore del polmone e dei bronchi, e sono urgentemente necessari nuovi trattamenti dato che questa malattia ha un tasso di mortalità molto alto, superiore all’80 per cento dei casi. La diagnosi purtroppo viene posta quasi sempre quando la neoplasia ha già dato metastasi o è inoperabile. Malgrado l’utilizzo della chemioterapia come trattamento di prima linea, meno del 5% dei pazienti allo stadio avanzato sopravvive per 5 anni, quelli con metastasi muoiono in pochi mesi. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il tumore del polmone è la causa principale di mortalità correlata a tumore, sia negli uomini sia nelle donne, ed è responsabile del 19,7% di tutte le morti per tumore.
L’innovativo farmaco anti-angiogenesi bevacizumab, messo a punto dai ricercatori del gruppo farmaceutico Roche, è stato approvato nei giorni scorsi in Europa come trattamento di prima linea per i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule in stadio avanzato, in combinazione con una chemioterapia a base di platino. Questo farmaco è una delle molecole più importanti nella terapia dei tumori a bersaglio molecolare, agendo sul meccanismo della neoangiogenesi essenziale per la crescita di tutte le forme di cancro, commenta il professor Lucio Crinò, direttore oncologia medica dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. La sua approvazione in Europa per il trattamento dei tumori del polmone in fase avanzata – conclude Crinò - aumenta le possibilità terapeutiche contro una malattia responsabile della maggior mortalità al mondo per cancro e costituisce il risultato logico di anni di ricerca e di studio che avevano già condotto alla sua registrazione nelle più comuni malattie oncologiche quali il carcinoma del colon-retto e il carcinoma mammario.
L’approvazione riguarda l’utilizzo di bevacizumab in combinazione con chemioterapia a base di platino, per il trattamento di prima linea dei pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule inoperabile avanzato, metastatico o ricorrente all’infuori di quelli con istologia prevalentemente a cellule squamose. L’ampia indicazione ricevuta permette la combinazione con i taxani o con la gemcitabina.