Luigia Poloni

Nacque nel 1802 a Verona, dodicesima e ultima figlia di un farmacista. Dei dodici fratelli e sorelle sopravvissero in tre, compreso il primogenito. Questi si sposò e Luigia dovette fare da bambinaia, oltre che dare una mano nel negozio. La cognata cominciò a perdere la vista e ad andare soggetta a esaurimenti nervosi, così che l'unica femmina valida della famiglia restò Luigia. Anche l'altro fratello si sposò ed ebbe dei figli. Infine, quando Luigia aveva vent'anni, morì suo padre. Per giunta, il fratello grande subì un grave dissesto finanziario, e la situazione divenne pesante per lei, che doveva badare anche all'anziana madre. Nel 1835 questa morì e Luigia potè pensare a se stessa. Era sempre stata portata per le cose di religione, tant'è che rifiutò una allettante proposta di matrimonio. Nel tempo libero dalla bottega soleva recarsi a dare una mano al Pio Ricovero, un ospizio femminile per anziane malate. Guidata dal suo confessore, il b. Carlo Steeb, nel 1840 la Poloni si stabilì definitivamente nel Pio Ricovero, dove fondò l'istituto religioso delle Sorelle della Misericordia, che seguivano la regola di s. Vincenzo Depaul. Infatti, la fondatrice assunse il nome di Vincenza Maria. Nel 1848 arrivò il permesso imperiale (il Lombardo-Veneto era asburgico) e le prime tredici suore presero ufficialmente i voti. Altre se ne aggiunsero e tutte si prodigarono nelle varie epidemie di colera, vaiolo e tifo che afflissero la città. Anche assistendo i malati a domicilio. La fondatrice dovette subire un difficile intervento chirurgico, che però non le impedì di morire nel 1855.