Luka Vojno-Jaseneckij

Nacque nel 1877 a Kerc, era di famiglia nobile e si chiamava Valentin. Nel 1903 prese la laurea in medicina nell'università di Kiev e si sposò. Nel 1917 ebbe il posto di primario nell'ospedale di Taškent. In questa città fu tra i fondatori dell'università, dove poi insegnò anatomia e chirurgia. Nel 1919 la morte della moglie lo colpì profondamente e lo indusse a lasciare tutto per intraprendere la vita ecclesiastica. Nel 1921 ricevette l'ordinazione sacerdotale. Avuto il permesso di continuare l'attività medica, nel 1923 prese i voti monastici col nome religioso di Luka e il patriarca Tichon lo fece vescovo di Taškent. E i bolscevichi gli diedero due anni di Siberia, i primi. Nel 1930 fu arrestato di nuovo e condannato a tre anni di confino ad Archangel'sk. Scontata la pena, tornò e pubblicò un trattato di chirurgia. Nel 1937 fu ancora arrestato, questa volta insieme a tutto il clero di Taškent, e torturato. Condannato al confino a Krasnojarsk, nel 1941 i tedeschi invasero l'Urss e, per necessità, il governo lo nominò direttore dell'ospedale militare locale. Tornato in libertà nel 1944, fu fatto arcivescovo. Nello stesso anno l'ospedale militare di Krasnojarsk fu spostato a Tambov e anche al neo-arcivescovo fu spostata la cattedra nella nuova città. Nel 1946, paradossalmente, gli fu conferito il premio Stalin per i suoi studi di medicina, ma nel contempo, per ordine governativo, fu tolto dai piedi e mandato in Crimea, a Simferopol'. Per la sua instancabile attività di predicatore fu fatto nel 1954 membro onorario dell'Accademia teologica di Mosca. Morì nel 1961.