«La Luna è un obiettivo importante ma dobbiamo andarci tutti insieme»

La Luna è «un obiettivo importante, ma dobbiamo andarci tutti insieme»: per il presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), Enrico Saggese (nella foto), una grande missione congiunta sarà l’unico modo di affrontare un costo «straordinario, compreso fra 3,5 e 5 miliardi di dollari». Saggese ha assunto la presidenza dell’Asi dopo essere stato commissario straordinario dell’Ente spaziale italiano.
Presidente, qual è stato il suo impegno principale?
«Il Consiglio dell’Agenzia spaziale europea a livello ministeriale, che si è svolto all’Aja nel novembre 2008. Importante perché le decisioni prese ricadono sul nostro Paese che ha ne assunto la presidenza triennale. Gli accordi in seno all’Esa sono il frutto di negoziati complessi, e anche i Paesi meno impegnati economicamente hanno eguale peso nelle decisioni».
Quali sono le linee indicate?
«Tutti i Paesi membri hanno ottenuto un certo grado di soddisfazione e, alcuni, ruoli rilevanti nei programmi dell’Esa. Se è vero che la Stazione spaziale ha come capofila la Germania, è altresì vero che un programma importante come Exomars per l’esplorazione robotica di Marte e dell’Universo, è guidato dall’Italia. Francia e la Germania hanno mantenuto un ruolo di leader nei programmi Meteosat di terza generazione, ma si è data la possibilità a tutti e tre i Paesi di distinguersi all’interno del Gmes, il programma relativo ai sistemi di osservazione di tipo radar della Terra, del mare e dell'atmosfera».
E l’Italia, quindi?
«Ha ottenuto la possibilità di disporre dei dati in banda C, supplementari ai dati tutti italiani di Cosmo SkyMed».
Che ruolo avrà il nostro Paese?
«Di guida nell’esplorazione dello spazio, attraverso il programma Exomars, progetto d’avanguardia nell'esplorazione robotica dei pianeti. L’Asi contribuirà con altri 31 milioni di euro che si aggiungono ai 250 già stanziati. Risorse necessarie per raggiungere la soglia critica degli 850 milioni».
Con quale obiettivo?
«L’idea è quella di portare un laboratorio mobile su Marte, di fare ricerche su campioni, di immettere i campioni raccolti all’interno dei sensori e di trasmettere i dati a terra. L’Italia avrà il centro di controllo di questa missione».
Che cos’altro avete fatto?
«Abbiamo deciso di sostenere e rafforzare un nostro filone di ricerca e di sviluppo. In termini di spesa abbiamo assegnato un peso rilevante ai programmi scientifici legati all’esplorazione dell’universo e degli altri pianeti, e destinati a verificare le leggi fondamentali e gli aspetti relativi all’origine e all’essenza della vita. Un secondo filone è quello legato ai programmi applicativi: l’obiettivo è capire l’ambiente per migliorare la salute e la sicurezza degli abitanti della terra. Poi, terzo asse di sviluppo, lavoriamo ai grandi lanciatori Ariane 5 e del medio-piccolo lanciatore Vega. E ci stiamo preparando alla costruzione di lanciatori di nuova generazione e alla gestione di tutti i sistemi volanti senza uomo a bordo, piccoli shuttle che vengono lanciati con dei razzi e rientrano planando, portando a bordo strumenti per esperimenti e osservazioni di natura scientifica».
A proposito, come evolverà il trasporto aereo?
«Andrà verso aerei cargo senza pilota, e verso il 2020-2030 avremo anche aerei passeggeri senza pilota. Se noi vogliamo svolgere un ruolo nel futuro del trasporto aereo dobbiamo formarci il prima possibile una cultura in questo settore».
Un altro tema è il controllo del traffico aereo
«Oggi gli spazi aerei sono controllati dai radar di terra sfruttando dei percorsi prestabiliti, le cosiddette aerovie. Con l’incremento del traffico questo sistema andrà in crisi. L'alternativa è passare dal concetto di aerovie a quello di cieli liberi che possano essere percorsi in maniera indipendente, con la responsabilità dei comandanti degli aerei, supportati dai centri di terra. L’Atm, Air traffic management, fa un uso importante del satellite, con la possibilità per chi comanda un aereo di avere a bordo una strumentazione in grado di conoscere in tempo reale la condizione del traffico che lo circonda. E il traffico potrà moltiplicarsi».
Quali ricadute portano questi temi sull’economia?
«L’Asi è l’unico ente in Italia in grado di stimolare un grande sviluppo, favorendo non solo l’attività della grande industria, ma anche di quella piccola e media. La ricerca spaziale porterà vantaggi consistenti a tutto il settore industriale e all’innovazione».