«Luna tonda», esce l'autobiografia di Luciano Marangon

Il libro, scritto a quattro mani con Argia Di Donato, è un viaggio nella vita dell'ex terzino di Inter, Roma e Napoli, ma anche campione d'Italia con il Verona, dagli stadi italiani alle spiagge di Formentera, dove è proprietario di alcuni locali, dalla passione per le donne all'amore per i figli

Si chiama «Luna tonda» (edizioni Boopen Led, 12 euro) l'autobiografia di Luciano Marangon, ex terzino sinistro cresciuto nelle giovanili della Juventus, campione d'Italia con il Verona e tra il 1975 e il 1987 calciatore delle principali squadre italiane (tra cui Inter, Roma e Napoli). «Perchè ho deciso di chiamarla così? I miei appunti li scrivevo sulla spiaggia di Bali quando la luna illuminava il mare. E l'aggettivo tonda mi ricorda il pallone, ma anche le forme di una donna, come la pancia di quando sono incinte. Ci voleva un titolo corto, mi dicevano gli editori, e così ho scelto proprio questo».
Il libro è un viaggio nella vita dell'ex campione, dall'infanzia nella campagna trevigiana ai primi amori, dagli stadi italiani vissuti da terzino tra i più forti in circolazione alle spiagge di Formentera, dove è proprietario di alcuni locali, una vita dietro la storia, scritta a quattro mani con Argia Di Donato («solo una donna avrebbe potuto decifrare i miei appunti...») e raccontata senza veli, con la sincerità ruvida di chi decide di svelare le sue passioni e i suoi dolori. Marangon a 30 anni ha deciso di lasciare il mondo del calcio per dedicarsi alla sua grande passione, la carriera di procuratore sportivo. «L'ultima partita l'ho giocata poco tempo fa al Bentegodi con gli ex compagni del Verona dello scudetto per una causa benefica, alla fine ero stanchissimo così come Elkjaer e Briegel...», l'aneddoto dell'ex terzino. Marangon ha curato l'immagine di ex campioni come Roberto Baggio e Salvatore Schillaci, ha portato in televisione campioni come Francesco Totti, Maradona e Cristian Panucci. Nel libro si definisce «un nomade nudo che danza sul cuore del mondo nell'ambiente patinato del calcio, attorniato da una moltitudine di donne e divertimenti». «Ve lo ricordate Garella (portiere dello scudetto del Verona di Bagnoli nel 1985)? Era brutto, ma riscuoteva un gran successo tra il pubblico femminile - così Marangon - ma lui era sposato, quindi resisteva a ogni tentazione».
Nella conferenza stampa di presentazione al Futbol Club di Roma, Marangon ha anche raccontato anche tante curiosità legate alla sua vita privata, dall'amore per le donne (uno ideale che appare e scompare all'ombra delle piramidi Maya) che hanno fatto parte della sua vita al rapporto con i figli, dall'apertura del «Big Sur», famoso locale su una spiaggia delle Baleari - un antesignano di quelli che poi spopoleranno nella seconda metà degli anni '90 sulla riviera adriatica -, all'amicizia con David Gilmour, chitarrista dei Pink Floyd e suo vicino di casa a Rodi, in Grecia. Fino ad arrivare alla sua carriera calcistica e ai ricordi legati alla Roma, al Napoli dove si è consacrato il rapporto con Maradona. «Dopo aver giocato a calcio - ha raccontato l'ex calciatore veneto - ho fatto la cosa che più mi piaceva quando ero bambino: viaggiare. Ad oggi ho visitato quasi 150 paesi nel mondo, così come il mio amico Piero Chiambretti». Alla fine viene fuori la figura di un uomo semplice, che si interroga sul confine dell'amore e della libertà.
Alla presentazione hanno partecipato glorie dello sport italiano, tra cui Bruno Giordano, da pochi giorni allenatore della Ternana, e il giornalista Rino Tommasi.