Il lunghissimo sonno del «tiranno» blu

Quando suo figlio lo riesumò, a 36 anni dall’inumazione, per «salvarlo» dai profanatori, lo trovò perfettamente intatto A dispetto dei nemici Grigi...

Neppure dopo la morte violenta trovò pace. Era stato sepolto in una spettacolare tomba di granito alta 54 metri, sormontata da diverse statue di bronzo. Di giorno, il mausoleo era attorniato da visitatori commossi. Di notte, tornavano il silenzio sul sepolcro e i suoi cinque inquilini: il Nostro, la moglie e tre dei loro quattro figli.
Con l’andare degli anni, accadde però più volte che delle ombre, più scure delle tenebre, armeggiassero davanti alla tomba tentando di violarla. Ma ogni volta i guardiani del cimitero avevano messo in fuga i malintenzionati prima che questi riuscissero nell’odioso intento: trafugare la salma per chiederne il riscatto alla Nazione.
Stufo però di stare sul chi vive, Robert, il figlio sopravvissuto, decise di eliminare il problema alla radice. Fece costruire una nuova cripta in cemento, rafforzata da una gabbia di ferro e vi trasferì il padre, isolandolo dal resto della famiglia. Così, da un lato, il defunto preso di mira sarebbe stato inaccessibile. Dall’altro, i restanti congiunti avrebbero riposato in pace nell’avello originario che, senza di lui, perdeva interesse per i profanatori.
Prima di procedere al secondo seppellimento, Robert si fece aprire la bara dagli addetti. Voleva sincerarsi che effettivamente il corpo del padre fosse ancora lì. Ciò che il gruppetto vide li lasciò basiti. Il Nostro, a 36 anni dall’inumazione, apparve intatto come il giorno delle esequie. Disteso in tutta la sua lunghezza di 1,92, la barba da predicatore che si era lasciato crescere negli ultimi anni di vita, le lunghe mani curate. Pareva addormentato. «La sua faccia - raccontò uno dei testimoni - era bianca come il gesso. I suoi vestiti umidi... Non fui spaventato al momento, ma dormii con lui per i sei mesi successivi». Solo la bandiera, in cui la salma era stata avvolta prima di deporla nella bara, si era come volatilizzata. Restavano qua e là brandelli dei suoi tre colori: rosso, bianco e blu.
Dissolto il dubbio del figlio, il sarcofago fu sistemato nella nuova tomba e lì giace a tutt’oggi. In pace con la propria coscienza, Robert riprese il suo tran tran e si accomiatò da questo mondo nel 1926 senza discendenti. Del Nostro, non restano oggi che parenti alla lontana. Uno è Tom Hanks, il protagonista di Forrest Gump.
Il tiranno - tale era considerato il Nostro dai Grigi della Nazione, dilaniata dalla lotta in corso tra loro e i Blu - fu ucciso mentre si accingeva ad assistere dal palco all’operetta Il nostro cugino americano, di Tom Taylor. L’attore J.W. Booth, che avrebbe dovuto recitarla, salì invece sul loggione armato di una calibro 44. Giunto davanti al Nostro, gli sparò alla testa gridando: «Sic semper tyrannis!». Poi, dal palco saltò giù in platea. Cadde male e si azzoppò. Trascinandosi fra il pubblico impietrito, uscì il più velocemente possibile dal teatro e fuggì a cavallo. Il ferito spirò poco dopo senza riprendere coscienza.
All’istante, venne organizzata una gigantesca caccia all’uomo. Booth fu trovato nascosto in un fienile e ucciso. Quattro presunti complici furono processati e condannati all’impiccagione. Tra essi, una donna, Mary Surratt, la prima del suo sesso a essere punita con la morte nel Paese. Le responsabilità di Mary nel complotto non furono mai chiarite. Anzi, si dubitò che ne avesse tali da giustificare la crudeltà del suo destino. Ma la feroce guerra tra Blu e Grigi favoriva - senza giustificarlo - il ricorso alla giustizia sommaria.
A creare quel clima esasperato era stato proprio il tiranno ucciso. Fu lui a sospendere l’habeas corpus e i diritti civili. Cosa tanto più grave, in quanto il Nostro era un luminare del Diritto. Grande avvocato, si era battuto per le più diverse libertà, tra cui il principio di autodeterminazione dei vari popoli che si erano stabiliti in quelle terre di immigrati. Per la verità, era stato anche il legale delle insaziabili compagnie ferroviarie in favore delle quali aveva ottenuto la requisizione delle terre dei coloni per fare posto a binari e stazioni.
Ma la sua colpa più grande fu il conflitto che scatenò contro i Grigi che volevano staccarsi dalla Nazione. Fin lì, gli Stati che la costituivano erano stati uniti per libera decisione. Il Nostro invece, di fronte alla minaccia di disarticolazione, decise di imporre l’unità con la forza. Ristabilì l’unione, ma snaturò i principi. Lo fece in perfetta buona fede, lasciando come eredità al Paese una certa tendenza a intervenire a fin di bene nella vita di altri popoli.
Chi era?