Macrina

Questa santa era la nonna paterna di due figure capitali nella storia della Chiesa: S. Basilio il Grande e S. Gregorio Nazianzeno. Questi due fratelli avevano una sorella santa che si chiamava Macrina come la nonna, per cui quest’ultima è ricordata come S. Macrina l’Anziana e, la nipote, S. Macrina la Giovane. I tre nipoti furono allevati dalla loro nonna, a cui dovettero la solida formazione cristiana. La Macrina odierna, a sua volta, era stata convertita al cristianesimo da S. Gregorio il Taumaturgo, che era il discepolo prediletto del famoso Origene. Però non è sicuro se Macrina abbia conosciuto personalmente il Taumaturgo oppure sia stata semplicemente influenzata dagli scritti di lui. Negli anni tra il 303 e il 311 le persecuzioni anticristiane scatenate dagli imperatori Massimino e Galerio flagellarono particolarmente le province di Cappadocia e del Ponto. Macrina e il marito furono costretti a una latitanza di ben sette anni nelle foreste, perché i magistrati locali avevano l’abitudine di far cavare l’occhio destro ai cristiani imputati e di marchiarli a fuoco sulla gamba sinistra. Questo tipo di condanna era dai carnefici considerato, anzi, notevolmente mite perché almeno conservava alle vittime la vita. I celebri nipoti di Macrina conservarono una notevole venerazione per la loro nonna, come si può leggere nei loro scritti. Il Nazianzeno narra addirittura che, quando i suoi nonni stavano nascosti nei boschi, gli animali commestibili si facevano da loro spontaneamente catturare. Macrina sopravvisse diversi anni al marito e morì in una data certamente posteriore al 340.