Magic dal basket al baseball Due miliardi per i Dodgers

Dalla guerra dei Rose a Magic Johnson ci passa un oceano di differenza, eppure siamo nella stessa città, Los Angeles, dove i Rose, che in realtà si chiamano McCourt, erano dal 2004 proprietari congiunti dei Dodgers, la gloriosissima squadra di baseball qui giunta - con movimento epocale - da Brooklyn nel 1958. Nell'autunno del 2009 l'annuncio del divorzio di Frank e Jamie McCourt aprì il vaso di Pandora: tra contratti matrimoniali validi e annullati, ricorsi e ingiunzioni, a rimetterci fu la squadra, di cui la signora rivendicava il 50% in quanto bene di famiglia. Un anno fa Bud Selig, il commissioner della Major League Baseball, aveva messo i Dodgers sotto (sua) amministrazione controllata, tre mesi dopo era arrivata la richiesta di protezione dal fallimento, dopo il no della Mlb ad un contratto televisivo con la Fox dalle caratteristiche non omogenee alla politica della lega, e gli stipendi erano stati pagati solo con un prestito straordinario.
Ora, la cessione: per 2 miliardi di dollari, circa 1,5 miliardi di euro, (prezzo record per lo sport professionistico statunitense) a un gruppo capeggiato da Johnson (53 anni), il fondo di investimenti Guggenheim Partners e Stan Kasten, 60 anni, ben conosciuto nel mondo dello sport per un ottimo passato da dirigente nella Nba (Atlanta) e Mlb (pure qui Atlanta, con titolo conquistato nel 1995, e Washington). Frank McCourt e altri soci del trio di nuovi proprietari sono stati autorizzati ad acquistare un terreno circostante il Dodger Stadium per circa 150 milioni.
Magic, che nel 1991 dovette temporaneamente ritirarsi dalle scene Nba perché affetto dal virus Hiv è ovviamente il nome più noto tra quelli della nuova gestione: mito dei Lakers, imprenditore di successo nel settore ristorazione e sale cinematografiche, nella carriera civile e nella gestione del proprio denaro ha dimostrato acume, intelligenza e saggezza, quelle che ad esempio sono mancate a un altro giocatore - seppur completamente diverso - come Dennis Rodman, di cui veniva resa nota dagli avvocati la situazione di grave difficoltà finanziaria proprio nelle medesime ore in cui i Dodgers passavano di mano. Magic, anche se nato e cresciuto vicino a Detroit, significa Los Angeles tanto come i Dodgers, e la sua comparsa sulla scena può realmente rilanciare il club e la sua reputazione.
Il Dodger Stadium vigila su Los Angeles lassù dalla Chavez Ravine, l'anfratto collinare il cui nome è spesso sinonimo dello stadio stesso e da cui si gode un magnifico panorama del centro città, e nonostante il passare degli anni è uno dei luoghi di maggiore impatto dello sport americano: ma lo scorso anno un tifoso dei rivali San Francisco Giants (anch'essi originari di New York) era stato ridotto in gravi condizioni in uno dei parcheggi da due teppisti vestiti Dodger Blue, evento rarissimo nello sport Usa, e le successive difficoltà finanziarie unite al fastidio per le mosse dei McCourt avevano messo a durissima prova la pazienza di tifosi che sono tra i più fedeli della Mlb, contando anche su una fortissima presenza ispanica, ma che hanno pur sempre un gran numero di alternative, non solo sportive.