Malcontento tra gli inglesi: "Subito referendum sull'Ue"Clegg frena: "Veto sbagliato"

In Gran Bretagna cresce lo scontento per la politica isolazionista assunta dal primo ministro all'ultimo vertice Clegg frena: "Bisogna riannodare i fili con l'Europa"

In Gran Bretagna non tutti sono d'accordo con il primo ministro David Cameron. Anzi. Si ingrossa la frangia di chi crede che l'aver sbattuto la porta in faccia ai vertici dell'Eurozona possa rivelarsi deleterio per la stessa Inghilterra. Il leader dei liberaldemocratici britannici Nick Clegg si è detto "amaramente deluso" dal risultato del vertice di venerdì e si è lamentato apertamente con Cameron accusandolo di aver preso una cattiva decisione.

Secondo un sondaggio pubblicato dal Mail on Sunday, il 62% degli inglesi ritiene che Cameron ha fatto bene ad opporsi a un cambiamento del trattato Ue al vertice di Bruxelles di questa settimana, mentre solo il 19% ha detto che Cameron ha sbagliato strategia. Circa il 66% delle persone che sono state intervistate ha, però, chiesto un referendum sui rapporti tra la Gran Bretagna e l’Unione europea, così come richiedono numerosi responsabili del Partito Tory. "Lo stesso numero di persone ritiene che Londra dovrebbe rinegoziare le sue relazioni con Bruxelles - si legge sul quotidiano inglese - i britannici che desiderano rompere del tutto con l’Europa e lasciare l’Unione europea risultano essere il 48% degli interpellati". Il 33% degli intervistati ha, invece, detto di volere restare nell’Ue.

Per Clegg non è certo il caso di indire in Gran Bretagna "un referendum sull’Unione Europea". Tuttavia invita il governo di Londra a "riannodare i fili con l’Europa". Intervenendo ad una trasmissione televisiva alla Bbc, il vicepremier britannico e leader dei liberaldemocratici ha detto chiaramente che "il collasso della coalizione tra Tories e Lib-dem sarebbe un disastro economico per la Gran Bretagna". Pur criticando senza mezzi termini la scelta isolazionista del primo ministro, Clegg ha spiegato che "sarebbe ancora più dannoso per il nostro Paese se la coalizione di governo ora venisse meno. Sarebbe un disastro economico per il Paese in un momento di grande incertezza". Tuttavia, secondo il vicepremier, "una Gran Bretagna fuori dall’Europa sarebbe considerata irrilevante da Washington e un pigmeo nel mondo, mentre voglio che resti alta e guidi il mondo".