Mamerto Esquíu

Questo argentino nacque nel 1826 nella frazione Callesita della città di Piedra Blanca, in provincia di Catamarca. Dopo gli studi al paese, si iscrisse nella scuola che i francescani tenevano a Catamarca. Nel 1836 l’Esquíu, accortosi che il suo destino era col saio indosso, chiese l’ammissione tra i francescani del convento di Catamarca. I superiori gli fecero continuare gli studi fino al sacerdozio, il cui sacramento gli fu impartito nel 1848. Due anni dopo già insegnava filosofia nel seminario di Catamarca e nel 1852 aggiunse l’insegnamento di teologia. Padre Mamerto era un fine ingegno e anche un rinomato predicatore, stimato perfino negli ambienti politici. Quando l’Argentina si dotò di una Camera dei Deputati, l’Esquíu venne addirittura eletto. Ma si ritrovò al centro di un clamore che non poteva essere più lontano dalla quiete francescana del chiostro. Così, un bel giorno chiese ai suoi superiori il permesso di lasciare la politica e, dal momento che il suo nome era ormai notissimo in tutta l’Argentina, domandò anche di poter partire come missionario. Fu accontentato e nel 1862 passò al collegio missionario di Tarija in Bolivia con la carica di missionario apostolico. Due anni dopo venne chiamato dal vescovo di Sucre a insegnare teologia nel seminario diocesano e a predicare. Qui nel 1868 fondò un giornale, El Cruzado. Nel 1880 la Repubblica argentina elesse Buenos Aires come sua capitale e chiamò l’Esquíu a pronunciare il discorso ufficiale nella cattedrale. Nello stesso anno il papa Leone XIII lo fece vescovo dell’argentina Córdoba. Morì dopo soli tre anni.