Mamme, bebè, pappe e allenamenti Come tornare in forma dopo il parto

Il dottor Rosa: «Senza esagerare Non ci sono controindicazioni»

Antonio Ruzzo

da Milano

L’interesse nei confronti del problema attività fisica in gravidanza e dopo la nascita di un bebè è sicuramente aumentato in questi anni. Il problema si pone anche perché atlete di alto livello tendono a ridurre al minimo l’interruzione degli allenamenti per ritornare nel più breve tempo possibile a gareggiare.
Gli esempi sono tanti. Si va dalla campionessa olimpica di mountain bike Paola Pezzo alla lunghista Fiona May e ad altre ancora tornate in pochi mesi ai massimi livelli agonistici. L’ultimo esempio, il più recente, è quello di Valentina Vezzali che a quattro mesi esatti dalla nascita di suo figlio Pietro ha ribadito a Lipsia l’oro nel fioretto conquistato nel 2003 a Cuba. Un’impresa certo. Una grande impresa soprattutto per una mamma con tutti i problemi e le difficoltà che possono sorgere nel conciliare allenamenti, condizione fisica, pappe e via dicendo. Ma se per un’atleta riprendere l’attività dopo un parto può essere considerato più semplice vediamo invece quali possono essere le problematiche per una donna «normale» che magari deve anche conciliare con lo sport il lavoro e la gestione della famiglia.
«Di massima non ci sono controindicazioni - spiega Marco Rosa, medico sportivo del centro marathon di Brescia -. Se non ci sono state complicazioni cliniche si può riprendere praticamente da subito. Chiaramente si devono osservare delle regole di buon senso e soprattutto serve moderazione. Il mio consiglio per una mamma che non ha un passato recente di atleta alle spalle è quello di cominciare con camminate blande e brevi. È sufficiente una ciclette ed è preferibile un tapis roulant in modo che se subentra la stanchezza ci si può fermare senza avere il problema di rientrare a casa».
Chiaro che per un’atleta le cose vanno diversamente e l’intensità della ripresa è ovviamente maggiore anche se viene da un periodo di inattività. Le difficoltà principali per una mamma che vuole rimettersi in forma sono legate principalmente alla stanchezza e alla spossatezza che subentra in molte donne dopo aver partorito e alla gestione del bambino cioè alle tempistiche dell’allattamento.
«Innanzitutto - spiega Rosa - va ricordato che l’attività fisica non esasperata non crea nessun problema all’allattamento. Per le altre cose invece bisogna distinguere tra una “primipara” e una mammma che ha già avuto figli. Nel primo caso i problemi legati alla stanchezza e alla spossatezza possono essere più accentuati anche se camminare, correre lentamente e comunque muoversi può proprio aiutare a combatterli».
Generalmente per una mamma che riprende a fare sport il primo obbiettivo è quello di perdere i chili che le sono rimasti addosso. Non serve fretta ma moderazione e un cardiofrequenzimetro con cui tenere sotto controllo le pulsazioni cardiache e quindi le «fasi» del allenamento.
«Sì certo - spiega Rosa - è il primo passo. Anche per questo la ripresa deve essere graduale e l’allenamento va programmato fondamentalmente nella zona “lipidica” cioè quella del consumo dei grassi. Dopodiché si può passare ad una fase aerobica e quindi, in base alle qualità, riprendere a seguire i propri schemi di preparazione. Impossibile ipotizzare dei tempi perché sono troppe le variabili da considerare: se una donna è o meno un’atleta; la struttura fisica e l’età. Comunque ci sono atlete che tornano in forma in tre-quattro settimane altre in qualche mese».
antonio.ruzzo@ilgiornale.it