Marguerite-Marie Alacoque

Figlia di un avvocato borgognone, nacque nel 1647 a Lautecour. Morto il padre, la vedova e i sette figli subirono maltrattamenti da parte dei parenti di lui. Giunta all’età di matrimonio Marguerite, in seguito a una visione, scelse di farsi suora nel 1671 a Paray-le-Monial nel convento della Visitazione. Si scoprì presto una vena mistica e ciò, unito alle sue naturali lentezza e goffaggine, le causò non poche incomprensioni da parte delle consorelle. Un giorno ebbe una rivelazione superna: avrebbe dovuto far conoscere e diffondere il culto del Sacro Cuore di Gesù, la pratica della comunione nei primi nove venerdì del mese, una festa apposita da istituire. Naturalmente, la presero per matta e fissata. Ma, per sua fortuna, non così il confessore del convento, il b. Claude de la Colombière, che cominciò a seguirla. Comunque, la superiora e molte consorelle le erano ostili. Si aggiunsero gravi tentazioni di vanità e disperazione, problemi di salute. Con una nuova superiora le cose andarono meglio. Dal 1686 la devozione al Sacro Cuore prese a diffondersi, dapprima nei conventi della Visitazione e poi in tutta la Francia. Sebbene si trattasse di un’antica devozione, il suo rilancio in grande stile avvenne in quel XVII secolo che vedeva dilagare il rigorismo e la cupa freddezza della subdola eresia giansenista. La santa morì nel 1690 e le sue rivelazioni vennero fatte conoscere dal La Colombière e da s. Jean Eudes. Il simbolo del Sacro Cuore finì cucito sulle giubbe degli insorgenti vandeani nel 1793. Fu il papa Leone XIII a consacrare il mondo al Sacro Cuore.