Mario

Strano a dirsi ma questo nome, diffusissimo in Italia, figura solo tre volte negli elenchi dei santi. È probabile, allora, che il nome di battesimo «Mario» venga imposto più che altro come femminile di «Maria». Dei tre santi di nome Mario, solo uno si chiamava davvero Mario, perché era un cittadino romano quantunque proveniente dalla Persia. Ma fa parte di un gruppo di martiri del III secolo di cui si sa pochissimo (e, quel poco, leggendario). Un altro Mario - ma è una latinizzazione - fu vescovo di Losanna nel VI secolo, e dalle sue parti lo chiamano Maire. Infine, quello di oggi, che per i francesi è Mary (Marius in latino). Secondo una tradizione risalente all’XI secolo si tratterebbe di uno dei settantadue discepoli di Cristo. Pare che sia arrivato a Roma insieme a s. Pietro e s. Paolo. Questi lo avrebbero poi mandato, insieme a s. Austremonio e a s. Nettario, a evangelizzare l’Alvernia, regione settentrionale della Gallia. Alla fine della sua missione il santo si sarebbe ritirato in eremitaggio, morendo in data imprecisata. Sarebbe stato s. Austremonio a seppellirlo nella cappella del suo eremo. Secondo gli storici, tuttavia, tutto ciò potrebbe essere una pia leggenda riguardante uno dei tanti eremiti che scelsero l’Alvernia come luogo di solitudine e preghiera nei secoli V e VI. Poiché effettivamente il corpo di s. Mario fu traslato nell’XI secolo nel monastero di Mauriac, è possibile che proprio allora sia stata redatta una fantasiosa biografia. Sia come sia, oggi il nome del santo compare in una montagna del Massiccio Centrale, il Puy-Mary, e in due cittadine della zona.