Il marmo di Carrara e il respiro del tempo

Chi passa davanti al Foro Traiano in questi giorni non può non notare alcune singolari sculture contemporanee perfettamente a loro agio tra i marmi e i laterizi imperiali. Due gigantesche opere in marmo di Carrara sono collocate direttamente sulla strada, di fronte al grande emiciclo, e vengono toccate e in un caso attraversate dai passanti incuriositi. Vuol dire che la gente ha capito la poetica di Kan Yasuda, lo scultore giapponese che con le sue forme pure vuol dare un senso allo scorrere del tempo. Toccare il tempo: è questo il titolo della sua mostra che si inaugura ai Mercati di Traiano domani e sarà aperta al pubblico dal 7 settembre 2007 al 13 gennaio 2008. Il visitatore potrà vedere e, senza fermarsi all’apparenza, accarezzare la superficie dell’opera, a volte liscia come la pelle di un bambino, e sentire così il respiro del tempo e l’universalità della forma astratta. Colui che vede e tocca, secondo Yasuda, «sentirà intorno a sé risuonare le voci senza suono che emergono dal profondo del luogo. È come se toccasse l’accumulazione dei tempi passati che si materializza nel presente». Questo perché «l’energia latente della scultura echeggia con quella del luogo nel quale viene collocata: entrambe si alimentano e sublimano». Dopo le importanti mostre di Milano (1991), Firenze (2000) e Assisi (2005), quest’anno anche Roma potrà stabilire un rapporto coinvolgente con le sculture di questo «maestro di sapienza e di bellezza», come lo ha definito Antonio Paolucci, che vede nel minimalismo delle opere di Yasuda lo stesso linguaggio essenziale della poesia giapponese e allo stesso tempo una forma di «animismo», ovvero «la capacità di riconoscere e significare l’anima delle cose». Le sue opere sono quasi sempre di grandi dimensioni. I materiali usati sono molteplici, dal marmo bianco di Carrara a quello statuario, dal granito nero al bronzo di varie tonalità. Nei titoli, prevalgono i riferimenti ai segreti della natura, come in Uomo della terra, Segreto del cielo, Goccia del tempo, Contenitore del Tempo. A prima vista le sue opere sembrano non raffigurare nulla, ma poi si resta incantati a osservare la naturalezza di certi massi, che sembrano quasi prodotti dalla natura. Si possono osservare da ogni lato, perché non vi è un davanti o un dietro. Altre volte le sue opere sembrano porte o passaggi, ma non si sa qual è l’esterno o l’interno. La luce si sposta su queste sculture creando giochi d’ombra che ne modificano l’aspetto. E anche noi, interagendo con le opere di Kan Yasuda, avvertiamo l'energia della natura e ci rendiamo conto che facciamo parte del tutto e il tutto è in noi.