Marrazzo, l’accentratore isolato

Antonella Aldrighetti

«La logica personalistica dimostrata in due mesi di governo regionale da Piero Marrazzo ha scontentato troppi sostenitori dell’Ulivo. Il risultato sono gli affondi di Rifondazione comunista, Margherita e Ds sulla politica degli sprechi». Non usa mezzi termini Giulio Gargano, capogruppo di An alla Pisana ed ex assessore ai Lavori pubblici. Il governatore sarebbe «isolato» nella sua «casa di vetro» senza avere compreso che «ci vuole concertazione con chi l’ha appoggiato prima di buttarsi a capofitto nelle assegnazioni delle poltrone ai suoi fidi».
Intende dire che Marrazzo non ha rispettato gli accordi pre-elettorali?
«Le polemiche all’interno della maggioranza non si placano. Lo dimostrano le reazioni scomposte degli alleati. Marrazzo sta riorganizzando gli assetti del sistema regionale in modo diretto e personale. Ha iniziato Mario Di Carlo a criticare perché non ha ottenuto la delega ai trasporti e poi ancora sul termovalorizzatore di Malagrotta, sul quale era d’accordo. A ruota gli sono andati dietro Rifondazione e Ds. L’altroieri il proclama alla Camera del Pds, sugli sprechi della giunta ha confermato l’ulteriore scontento sul centralismo dell’ex tele-giornalista».
Se Marrazzo concedesse più spazio ai suoi alleati, i boatos rientrebbero?
«Marrazzo ancora non ha capito che deve rispondere pure a Veltroni il quale l’ha sostenuto in prima persona nella corsa alla Regione. E come risponde al sindaco? Afferma di tagliare i costi della politica, ma nomina un comitato di saggi per scegliere i nuovi direttori delle Asl. Comitato che dovrà essere pagato».
A proposito di risorse finanziarie: ora che Marrazzo ha «sposato» la proposta dei verdi dicendo «no» al Corridoio tirrenico che ne sarà del miliardo di euro per il progetto?
«A meno di nuove inversioni di marcia da parte del presidente della Regione, il finanziamento rientrerà nelle casse del governo. È ancora più grave perché l’opera è stata giudicata indispensabile dall’intero sistema produttivo regionale; la decisione di sospenderla esporrebbe l’ente a una serie di cause milionarie di risarcimento da parte delle aziende coinvolte nel project financing. Dopo il danno, la beffa: trasformare la Pontina in una arteria a tre corsie nonostante non abbia le caratteristiche di linearità, come ogni esperto potrebbe spiegare a Marrazzo & Co.».
E degli altri progetti messi in cantiere dalla giunta Storace, che ne sarà?
«È pronto già il II lotto della tangenziale dei Castelli romani, per 1 milione di euro, l’interporto di Fiumicino e il prolungamento della Roma-Lido fino a Torvajanica per altri 120. Ma il governatore si perde parlando del contratto di servizio con Trenitalia. Non ha letto quello stipulato dalla giunta Storace, con penalità e sanzioni non solo per i treni soppressi, in ritardo, ma pure per quelli sovraffollati, con i bagni o i finestrini rotti».