Maselli (Udc): «Serve la meritocrazia per queste scelte. Non si può scegliere un medico in base all’area politica. Così si causano danni irreparabili» Disturbi alimentari, struttura messa a dieta Il direttore generale dell’Asl Rm D Gabriele ha rimos

Nuovi problemi all’Asl Roma D. A finire nell’occhio del ciclone questa volta è il Servizio per i disturbi del comportamento alimentare che si trovava nel presidio di via Folchi. La struttura di eccellenza è stata retta fino a maggio dallo psichiatra Antonio Grassi, quando il direttore generale Giusy Gabriele decide di spostare il servizio presso il Dipartimento di salute mentale in via Colautti. E qui comincia una lunga querelle con il dottor Grassi che, rimasto a lavorare al Sert (Servizio tossicodipendenze) di via Folchi, si rivolge al giudice del lavoro. La sentenza arriva in luglio e dà ragione al primario che deve essere reintegrato. Ma la Gabriele «interpreta», diciamo così, la sentenza e assegna a Grassi anche l’unità operativa Sert area litorale.
«Ha umiliato la mia professionalità - racconta adesso lo psichiatra - e mi ha anche creato seri problemi di salute. A causa dello stress non vado a lavorare da tempo. Innanzitutto la sede della Sert area litorale è lontana 30 chilometri. Poi le nuove mansioni mi distolgono dal rapporto con i pazienti affetti da dipendenze alimentari. Ad avviso del direttore generale, infatti, l’impulso coattivo ad abbuffarsi non è una dipendenza dal cibo, ma una malattia mentale. Ciò in controtendenza con quanto attuato nella maggior parte delle Asl d’Italia. Inoltre per me significa buttare via l’esperienza che ho acquisito nella cura dei disturbi del comportamento alimentare da quando ho creato il servizio nel 1999 mettendola al servizio dell’azienda». Come se non bastasse in questi mesi Grassi è stato ed è tuttora al centro di una «campagna» denigratoria da parte della Cgil. «Ho presentato due querele per diffamazione a mezzo stampa - prosegue il dottore -. Mi hanno dipinto come una specie di mostro che utilizzava e utilizzerebbe ancora le risorse pubbliche in favore di una scuola di psicoterapia di cui faccio parte. Addirittura è stato detto che sarei stato messo sotto inchiesta. Falsità su falsità».
Il 2 agosto, poi, gli viene sottratto tutto il personale per le ore di lavoro sulle dipendenze alimentari. Uno degli psichiatri viene trasferito totalmente, senza sostituzione. «È imminente - conclude Grassi - l’arrivo in via Folchi dei medici che curavano le tossicodipendenze a via dell’Imbrecciato. Ma anche qui la questione è curiosa. Per giustificare il loro spostamento, cosiddetto temporaneo, la Gabriele dichiara la sede dell’Imbrecciato “inagibile”. La cosa che mi lascia perplesso è che l’edificio di via Folchi è realmente pericolante. La struttura, nel tempo inclinatasi rispetto al piano stradale, presenta già lesioni ai gradini della scaletta interna e a un piatto doccia. Per lo stesso motivo l’ex camera mortuaria del Forlanini è stata chiusa tre anni fa. Cosa accadrà con un carico così aumentato tra personale e casseforti per il metadone?».
Il capogruppo dell’Udc alla Pisana Massimiliano Maselli parla di un «vero e proprio sistema da parte del direttore generale». «Questa signora utilizza il suo ruolo per massacrare la gente. Anche perché, nel caso di Grassi, stiamo parlando di una risorsa importante all’interno della struttura. La direzione sta calpestando la sua professionalità e la sua dignità». Per Maselli, però, il problema è più ampio. E non rimane circoscritto al Servizio per i disturbi alimentari. «La Gabriele continua nella sua arroganza - conclude Maselli - perché al posto di Grassi vuole mettere uno psichiatra “amico”. Al nuovo presidente della commissione regionale Sanità chiederò un’audizione con questo direttore generale che sta causando danni irreparabili a questa Asl che dureranno anni. Serve la meritocrazia in queste scelte. Non è possibile che nel 2007 si continui a guardare se un medico sia di un’area politica piuttosto che di un’altra».