Maturità, il saggio breve preferito al tema

C’è chi non ha chiuso occhio tutta la notte, chi nello zaino, accanto all’acqua e a qualche panino ha messo una confezione di Valeriana. Non si sa mai. Pochi ostentano tranquillità. La tensione, prima di entrare a scuola per sostenere la prima prova di italiano dell’esame di maturità, c’è e come. Anche se qualcuno cerca di sdrammatizzare scherzando con i compagni di classe. Ma c’è anche chi proprio non ce la fa a fare il simpatico e se ne sta in disparte, a mordersi le labbra. Qualcuno ancora ripassa. Hanno tutti il vocabolario in mano, qualche furbetto ha portato due cellulari: uno da consegnare agli insegnanti, l’altro da tenere all’occorrenza.
Per una volta arrivano tutti puntuali e ingannano l’attesa parlando delle tracce che si aspettano. Gli studenti del Tasso, in via Sicilia, non hanno dubbi: Italo Svevo e la Costituzione saranno gli argomenti della prima prova. E citano Internet come «fonte certa». Davanti al Giulio Cesare fanno il tifo per Svevo. Pirandello, invece, non lo vuole nessuno. Poi arriva l’ora x e i cancelli si aprono. Una volta dentro è una corsa ad accaparrarsi i posti migliori, quelli in fondo al corridoio, dove è più facile copiare o ricevere suggerimenti. Un insegnante fa l’ultimo giro tra i banchi per raccogliere i telefonini, poi vengono distribuiti i fogli protocollo con il timbro della scuola e la firma. Ecco il presidente di commissione, il fatidico momento è arrivato. Si leggono le tracce, il toto-tema è finito. Qualcuno, dentro di sé esulta, qualcuno impreca. All’uscita sono provati ma sereni. Gli studenti, per lo più, sembrano soddisfatti. Dicono che le tracce sono state ben equilibrate, in modo che tutti avessero la possibilità di scegliere senza difficoltà. La maggior parte ha preferito il saggio breve o l’articolo di giornale, cioè la tipologia B dell’esame di italiano. Molto gradita la proposta per l’ambito storico-politico, cioè il pensiero di Giuseppe Mazzini. «In molti l’avevamo studiato bene», racconta Massimo, studente del Mamiani. «Quella di Mazzini - aggiunge Marco, dello scientifico Talete - è una figura affascinante e alcune delle sue teorie sono tutt’ora attuali». Matteo e Martina, dell’istituto tecnico commerciale Maffeo Pantaleoni, spiegano che il saggio breve «piace agli studenti perché propone gli argomenti più interessanti e dà più spazio per esprimere le proprie opinioni». Pochi, invece, hanno scelto il tema su Ungaretti. «Il testo proposto era difficile da collegare a quelli più famosi e più studiati del poeta, ci aspettavamo piuttosto Svevo o Pascoli». Perplessità anche per la traccia di attualità: «Nessuno - dicono gli studenti - avrebbe mai pensato a un tema sull’artigianato, eravamo più preparati sull’Islam o sul mercato cinese». Al Virgilio moltissimi hanno scelto il saggio breve. Le ragazze sono le prime a uscire, poco dopo le 13,30, anche se l’elaborato andava consegnato entro le 15. Non sono certo soddisfatte. «Tracce veramente brutte - si sfoga una di loro - non solo non erano quelle di cui si vociferava, ma erano proprio antipatiche. Alla fine ho scelto il saggio breve su città e periferia». Anche Valeria dice di aver scelto il saggio breve, lei però quello sul distacco: «Sì - ammette - le tracce erano ostiche». Anche al Giulio Cesare molti dei 250 alunni impegnati con la maturità si aspettavano tracce diverse, su Pirandello, Carducci oppure Svevo. Anche al classico Tasso, di via Sicilia, l’articolo di giornale o il saggio breve hanno rappresentato un’ancora di salvezza per tanti. «Mi sono piaciute tutte le tracce», dice Raffaello, della III A. Chiara, stessa classe, è stata una delle poche a scegliere la traccia scientifica: «Sono stata fortunata perché avevo fatto una tesina su Einstein». Cleo, della III G del liceo Mamiani è stata una delle prime maturande a chiudere i conti con la prova di italiano. Non sono nemmeno le 13 quando esce. «Ho scelto il tema sulla scienza. Il clima era abbastanza tranquillo». Iacopo, invece, racconta di aver optato per il tema di carattere generale sulle botteghe artigiane: «Con il saggio breve o l’articolo non avrei dato il meglio di me stesso. I telefonini? Sono stati sequestrati, spenti e poi messi in una scatola». Anche Loredana, della III F, parla di un clima tranquillo: «Ci facevano parlare, visto che con il tema non si può copiare».
Tra i tanti volti di adolescenti alle prese con la prima prova della loro vita, davanti allo storico liceo Tasso, c’è anche quello di Martina Veltroni, la primogenita del sindaco. Anche lei ha scelto il saggio breve, sul distacco. «Non è stato difficile - racconta finalmente rilassata - ma la paura di sbagliare c’è sempre». Ora è tempo di studiare per gli orali. Con l’aiuto di papà: «Mi sta aiutando per la tesina, la incentrerò sul tema del sogno come utopia politica».