Mauritius, il paradiso esiste Fuga dal freddo nell’isola del dodo

Nonostante quella «S» finale e nonostante sia spesso «contagiata» dal plurale delle Seychelles e delle Maldive, Mauritius vuole il singolare. Non è tanto questione di grammatica, quanto di geografia. Perché Mauritius è una, un'isola sola delle Mascarene. Con Rodrigues, Réunion, Agalega, Tromelin e Cargados Carajos forma l'arcipelago d'origine vulcanica al largo del Madagascar. Dalle altre del gruppo si distingue per essere l'isola del dodo, dell'anturio e del sorriso. Un animale estinto, un fiore esotico e una popolazione friendly: tre souvenir che ci si porta a casa da questo «paradiso», come lo definì Mark Twain, tropicale. Poco incline a complimenti e lodi, l'autore scrisse nel suo Seguendo l'Equatore che il giardino dell'Eden era stato creato prendendo proprio Mauritius come modello.
A distanza di tempo non è dura capirne il motivo. L'apertura al turismo, accompagnata dalla nascita di strutture balneari, resort esclusivi (come il Royal Palm, 84 suite raccolte in una baia privata nel nord dell'isola; struttura e servizi deluxe per vacanze da mille e una notte) e alberghi di eco-design con spa e golf club (due indirizzi: Dinarobin Hotel Golf&Spa, situato nella penisola ai piedi del massiccio Le Morne, nel sud, e Trou aux Biches Resort&Spa sulla costa nord-est) ha mantenuto intatta la natura del paesaggio. Che in sé concentra uno straordinario mix di contrasti.
In un lembo di terra, che da nord a sud misura sessanta chilometri scarsi e da est a ovest una cinquantina, si vede il blu del mare oltre la barriera corallina diventare turchese e poi cristallino a mano a mano che si avvicina alla riva. E quando la tocca, parte una lingua di sabbia fine e mai bollente. Fatta dei resti di conchiglie e coralli, riflette i raggi del sole e non ne assorbe il calore, creando così una passerella ideale per camminate e jogging a piedi nudi. Il litorale è lungo, sottile e sinuoso. Tra una baia e l'altra procede lineare. Rocce e scogli lo interrompono di rado, e, quando succede, risaltano per il salto cromatico tra il nero pece che le contraddistingue (sono di origine lavica) e quella sabbia bianca come il talco. Voltando le spalle all'Oceano, lo scenario cambia, si trasforma in una giungla verde brillante intervallata da punte e pennacchi scuri. Sono i rilievi e i vulcani (ormai spenti) che s'innalzano nel sud, digradano nell'altopiano centrale e scompaiono al di là di Port Louis, la capitale.
L'entroterra mauriziano mostra un volto completamente diverso da quello affacciato sul mare, altrettanto scenografico, ma molto più tortuoso. Come dimostra, ad esempio, l'area del Black River Gorges National Park (whc.unesco.org): una foresta di 6.500 ettari situata nell'estremità sud-ovest che, segnata da gole, ruscelli e cascate, offre panorami selvaggi, sentieri per trekking e tour in kayak. Alla base di questi itinerari in stile Indiana Jones, la scena paesaggistica cambia di nuovo coreografia. Si copre di un manto di campi di canna da zucchero (la cui estensione occupa il 40 per cento dell'isola), caffè, ananas e spezie. Accanto a piantagioni e colture, è un trionfo spontaneo di fiori, arbusti e alberi giganti. Da qui al paradiso descritto da Mark Twain il link è diretto. A dargli forma, colore e profumo sono i frangipane, i flamboyant, le rafie, i banani magnum e le cosiddette piante di Tarzan. Si trovano ovunque, anche a bordo strada, quasi a incorniciare il viaggio nel cuore di Mauritius. Che, in base alla stagione, si tinge e profuma di note diverse. Adesso laggiù è estate e tutto è al top: i fiori sono sbocciati, i frutti maturi, gli odori intensi. Il best of della flora e fauna locale è raccolto nel giardino botanico di Pamplemousses (www.pamplemousses.info), dove crescono ficus secolari, baobab spinosi e bambù dorati, avvolti da essenze di vaniglia, sandalo e zenzero, circondati da animali selvatici e - guest stars - dai cervi di Giava e dalle tartarughe di terra.
Il bello di Mauritius è la varietà di spunti che sa offrire. Il viaggiatore può esplorare l'interno o trascorrere l'intero soggiorno in spiaggia e sott'acqua; può muoversi per mare verso l'isola dei Cervi e per terra lungo le spiagge di Flic en Flac, Gris Gris, Trou aux Biches e Belle Mare o dedicarsi a sport e relax tra green e spa. Può anche ripercorrere la storia mauriziana (in quest'ottica, merita visitare la casa coloniale Eureka, www.maisoneureka.com) o, semplicemente, gustarla a tavola, assaggiando il mix d'ingredienti e ricette che sembra riassumere tutte le culture del mondo in un piatto unico. Creolo. Info: Ente del turismo mauriziano www.mauritius-turismo.com; Mauritius Essentia, www.mauritiusessentia.com, sito con selezionati consigli sui migliori luoghi, eventi, itinerari e indirizzi dell'isola. Pacchetti con promozione 6 notti al costo di 5, validi per una persona in doppia junior suite con trattamento di mezza pensione e volo incluso: Royal Palm, www.royalpalm-hotel.com, da 3.430 euro; Dinarobin Hotel Golf&Spa, www.dinarobin-hotel.com, da 2.400 euro; Trou aux Biches Resort&Spa, www.trouauxbiches-resort.com, da 2.074 euro. Ulteriori info: tel.035/236656; www.beachcomber-hotels.it