Maxi retata tra immigrati irregolari, 32 arresti

Giacomo Legame

Controlli a tappeto, passati al setaccio call center, bed & breakfast, negozi tipici, botteghe artigianali, ristoranti e centri culturali islamici a Roma: trentadue arresti, 54 denunce, due pericolosi latitanti assicurati alla giustizia. Questo il bilancio di una maxioperazione del Reparto territoriale dei carabinieri di Roma che, nell’arco delle 48 ore ha «sguinzagliato» nella città oltre 200 militari alla ricerca di criminali comuni ma anche di possibili fiancheggiatori del terrorismo arabo in Italia. Le brigate Al Masri, braccio «armato» di Al Qaeda, del resto, l’hanno detto e ridetto nei loro proclami on-line dopo gli attentati di Londra: «Trasformeremo Roma in un cimitero». E la tensione è alle stelle. Ieri, l’Ospol, l’Organizzazione sindacale della polizia municipale, ha chiesto al sindaco Walter Veltroni di prendere misure immediate e concrete per dotare i seimila «pizzardoni» romani di strumenti «veri» con i quali fronteggiare la minaccia terroristica. Vale a dire, di rispolverare il provvedimento che prevede l’armamento degli agenti capitolini, così come previsto dalla legge e dal regolamento del Corpo approvato in Consiglio Comunale. «Il primo cittadino - scrive l’Ospol - ci chiede di controllare le vie del centro e delle periferie, di vigilare l’area attorno ai plessi ferroviari e agli scali aeroportuali, di fare rispettare l’ordinanza di tenere a distanza dagli ingressi della metropolitana ambulanti regolari e non, di presidiare monumenti storici e archeologici: ma come? Con che cosa possiamo difendere noi stessi e i cittadini? A questo punto chiediamo un atto di responsabilità da parte del sindaco, al quale ci rivolgiamo perchè porti di nuovo la questione in aula Giulio Cesare».
Dubbi sulla macchina della sicurezza arrivano anche da Rdb, le Rappresentanza sindacali di base, che puntano l’indice contro la mancanza di un numero di mezzi sanitari adeguati e di personale istruioto ad hoc negli ospedali in caso di emergenza chimico-batteriologica. «La riserva di 300 posti letto e l’inidividuazione dello Spallanzani come centro nevralgico non bastano - denuncia Rdb -. Soprattutto se si pensa che a Roma la sanità pubblica è sempre in emergenza». Intanto, in due giorni di «supercontrolli», 19 extracomunitari sono finiti in manette per violazione della legge sull’immigrazione, altri per reati comuni. In galera sono stati spediti pure Bucaj Petraq, 34 anni, un ergastolo da scontare in Grecia per omicidio e Claudio Morico, anconetano di 48 anni, latitante dal 2001, dopo che insieme a un’argentina di 57 anni, uccise in un appartamento di via dei Quattro Venti, a Monteverde, Claudio Scoppetta.