«Me ne vado!». «No, resta!». A Lecce va in scena il melodramma De Canio-Semeraro

L'allenatore voleva dimettersi dopo l'ennesima batosta e le divergenze col presidente, ma alla fine resta sulla panchina dei giallorossi. Fino a quando durera?

ROMA - Il Lecce ha confermato la fiducia al tecnico Luigi De Canio. Con uno scarno comunicato il club salentino ha di fatto puntellato la traballante panchina del tecnico materano, ma si tratta di una fiducia a tempo.
De Canio aveva informalmente presentato le dimissioni dopo la sconfitta per 3-2 patita domenica scorsa a Cagliari, ma il presidente Pierandrea Semeraro le aveva respinte rinviando a un chiarimento «faccia a faccia» la decisione finale. In preallarme anche l'ex tecnico di Samp e Torino, Walter Alfredo Novellino, reduce da un'esperienza negativa a Reggio Calabria l'anno scorso.
La separazione tra De Canio e il Lecce, però, non si è consumata. Con sorpresa degli addetti ai lavori. Il tecnico era stato messo pesantemente in discussione dalla proprietà, dopo i pesanti rovesci, subiti soprattutto in trafserta (è la difesa più perforata della serie A) nelle ultime partite. Il ruolo dell'allenatore, che aspirava a diventare un manager alla Ferguson, era stato inoltre molto ridimensionato da Semeraro dopo la non esaltante campagna acquisti. A De Canio, infatti, erano stato imputate tutte le responsabilità del fallimento, incluso lo scarsissimo budget a disposizione.
Il divorzio, già da ottobre, sembrava imminente e, invece, qualche buona prestazone casalinga e la necessità di contenere i costi anche per quanto riguarda il sostituto hanno determinato una prosecuzione della convivenza. Anche se va dato atto a De Canio che con Ofere, Grossmuller e uno Chevanton lontano parente di quello di qualche anno fa è impossibile fare miracoli, cioè salvarsi.