Mediatore linguistico una professione che guarda al futuro

Una società globalizzata valorizza le figure che fanno da tramite tra le culture. I corsi della Scuola Carlo Bo

Essere «un tramite», in un mondo sempre più multietnico e senza frontiere: è il lavoro del mediatore linguistico, una figura professionale nuova, capace di essere non solo interprete ma anche «ponte» tra persone con lingue, culture e usi differenti. Da qui la necessità per il mediatore linguistico di affiancare alla padronanza della lingua, una profonda conoscenza della storia e dei costumi dei vari Paesi. Proprio in tal senso, la Scuola superiore per mediatori linguistici Carlo Bo forma professionisti capaci di imporsi con sicurezza nel mercato del lavoro. Molti gli sbocchi professionali: non solo il mondo dell’interpretariato e della traduzione, ma la pubblica amministrazione (ministeri, ambasciate o operatore umanitario in zone in crisi) e turismo, fino all’impresa e al settore della comunicazione. La specificità dell’insegnamento delle lingue è da sempre un elemento distintivo dell’offerta didattica della Carlo Bo che ha alle spalle oltre 50 di anni esperienza, essendo nata nel 1951 come Scuola superiore per interpreti e traduttori. Ora, inoltre, grazie a un piano di studi da poco rinnovato, la Scuola offre la possibilità di approfondire anche materie che esulano dal contesto linguistico: diritto Ue, informatica, psicologia o economia. La Scuola superiore per mediatori linguistici Carlo Bo offre l’opportunità di frequentare specifici corsi triennali al termine del quali viene rilasciato un diploma di laurea di primo livello che permette l’accesso alle lauree specialistiche in Interpretariato di conferenza, in Traduzione letteraria e in Traduzione tecnico-scientifica. Cinque le sedi, ubicate a Milano, Roma, Firenze, Bologna e Bari.
Il piano di studi è suddiviso in tre anni e si rifà agli obiettivi formativi, della classe 3, delle lauree nelle scienze della mediazione linguistica e ai relativi 180 «cfu». I corsi prevedono sia lezioni in aula, sia insegnamenti tecnici e professionali in laboratorio. Quanto ai corsi è richiesto l’approfondimento di due lingue straniere: l’inglese obbligatorio per tutti e, a scelta, il francese, lo spagnolo o il tedesco. Ma in alcune sedi della Scuola, il ventaglio di opportunità è stato arricchito da due corsi extracurriculari, sulla lingua e cultura araba e su quella cinese. Il corpo docente è composto da professori universitari, docenti italiani bilingue, di madrelingua straniera e da professionisti per l’insegnamento delle materie tecniche. Le lezioni vengono tenute a gruppi ristretti composti, in media, da non più di 25 studenti.
La Carlo Bo partecipa da anni ai programmi bilaterali dell’Ue. La Scuola ha stipulato convenzioni che prevedono tirocini e stage con soggetti come la presidenza del Consiglio dei ministri, l’Unesco, l’Università Iulm, il Politecnico di Milano, la Fondazione Bracco e Sky Tg 24.