Melangell

In un secolo imprecisato la principessa Melangell, figlia di un capotribù irlandese, fuggì nel Galles. Ella aveva deciso di consacrarsi al Dio cristiano, ma il padre era di tutt’altro avviso e aveva già preso accordi per maritarla vantaggiosamente. Melangell, ben conoscendo le truci usanze della sua gente, fece perdere le sue tracce in una foresta della contea gallese di Powys. Si legge nel voluminoso Dizionario dei santi di Alban Butler (Piemme), sempre informatissimo sui santi celtici, che un bel giorno da quelle parti arrivò al galoppo il principe Brochwell Ysgythrog (non chiedetemi come si pronuncia questo nome gaelico), preceduto dai suoi cani. Infatti, il cavaliere stava andando a caccia e aveva appena scovato una lepre. Ora, accadde che l’animaletto andò a rifugiarsi proprio sotto le vesti di Melangell, e i cani si fermarono tutti attorno latrando. Anzi, sembravano timorosi di avvicinarsi alla misteriosa donna. Il principe, stupito, scese da cavallo e rivolse la parola alla fanciulla, chiedendole chi fosse. Lei gli raccontò la sua storia e lui, realizzando di trovarsi di fronte a una santa eremita, decise di donarle quel pezzo di terra su cui stava: sarebbe stata solo sua e su di essa, visto l’episodio della lepre, avrebbe gravato un diritto perpetuo di asilo. Quella che abbiamo raccontato è la leggenda che ruota attorno al santuario di Pennant Melangell, sito in un luogo piuttosto fuori mano nelle vicinanze di Llangynog, nel Powys. Si tratta di una piccola chiesa intitolata alla santa, ma è ancora meta di visite devote e di pellegrinaggi di cattolici inglesi.
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