La memoria di plastica, flessibile ed ecologica

Entro il 2015, rivoluzionarie memorie basate su polimeri organici invaderanno l’elettronica di consumo e ci aiuteranno a garantirci contro le falsificazioni di cibi, farmaci e capi griffati

In occasione della Organic Electronics Conference, che si è tenuta nei giorni scorsi a Francoforte, in Germania, un gruppo di esperti facenti capo alla Organic Electronics Association (Oe-a) ha presentato una roadmap che prevede, entro il 2015, la commercializzazione di diversi dispositivi elettronici realizzati in materiali organici polimerici ossia, in parole povere, in plastica.

Rispettano l’ambiente
I chip plastici sono più sottili, più leggeri e più rispettosi dell’ambiente rispetto a quelli in silicio, requisito quest’ultimo diventato molto importante negli ultimi tempi. I chip di plastica infatti possono essere realizzati in materiali biodegradabili. La loro lavorazione avviene a bassa temperatura, il che comporta un dispendio minore di energia, oltre a consentire di realizzarli su supporti flessibili. Con tecniche di stampa, non molto diverse dall’ink-jet, è possibile fabbricare chip plastici in grossi volumi con alti livelli di affidabilità e soprattutto, a costi irrisori.

Usa e getta
Secondo gli esperti, sarà possibile usarli praticamente ovunque, in particolare nei prodotti in cui i chip al silicio risulterebbero troppo costosi, troppo spessi o troppo rigidi per essere usati, e persino in oggetti usa e getta.
Alcuni tipi di batterie e di sensori realizzati in plastica sono già in commercio. Entro il 2008, saranno introdotti anche tag Rfid e memorie non volatili in materiali plastici. Queste ultime sono ritenute in assoluto i dispositivi più promettenti. Altre applicazioni includono i Led, i display e persino le celle solari.

Garanzia di genuinità
Le applicazioni più classiche delle memorie plastiche saranno nell’anticontraffazione: le memorie potranno essere usate per associare a ciascun prodotto un identificativo univoco virtualmente impossibile da copiare. Non solo garantiranno la genuinità di cibi o di capi griffati, ma anche dei farmaci.
I chip di memoria plastici potranno anche sostituire le memorie flash nei cellulari, nei lettori Mp3, nei Pda o nelle fotocamere digitali, ma questo, a detta degli esperti, avverrà sicuramente dopo il 2015.

Come funzionano
La realizzazione di memorie non volatili su materiali plastici è oggetto di ricerca da molti anni, anche da parte dei colossi dei semiconduttori: Philips, Ibm, Samsung, Spansion e Intel, la quale però nel 2005 ha deciso di non investire più in questa tecnologia. Sono stati realizzati numerosi prototipi, che sfruttano diversi principi fisici resi possibili dagli ultimi progressi nelle nanotecnologie. Le memorie plastiche promettono consumi ultra-ridotti e densità elevate: un centimetro cubo di un opportuno materiale polimerico può contenere oltre un gigabyte di dati. Possono essere realizzate su fogli sottilissimi di materiale plastico, spessi appena un decimillesimo di millimetro o meno. Esse sono molto più lente rispetto alle memorie flash al silicio, ma sono più veloci degli hard disk. Il loro costo di fabbricazione è sufficientemente basso per competere con quello di Cd e Dvd.