Meno docenti, risorse al lumicino: così l’Unione ha distrutto la scuola

Giuseppe Valditara

L’Unità del 18 ottobre, riportando i commenti dei sindacati sui provvedimenti in materia di scuola contenuti in Finanziaria, parlava esplicitamente di «tradimento» delle promesse elettorali. Contrariamente a quanto promesso nel programma dell’Unione, si prevedono infatti tagli sulla scuola, nel prossimo triennio, per 3,175 miliardi di euro. È il più grande taglio di risorse mai fatto nella storia della scuola italiana. Anche il piano di assunzione dei precari rischia di essere una colossale presa in giro: i posti scoperti entro il 2009 saranno solo 116.000, da cui dobbiamo detrarre soppressioni di organico e recuperi di personale altrove impiegato per almeno 33.000 unità.
Dunque i posti disponibili per le assunzioni da qui al 2009 saranno soltanto 80.000 circa: la metà di quelli promessi in Finanziaria. E per di più la relazione tecnica è sul punto molto ambigua: il piano di assunzioni è solo un programma, non un impegno concreto, tutto da verificare e da sottoporre a numerose condizioni. La soppressione del rapporto 1/138 (docenti di sostegno/alunni) lascia poi intendere che si toccheranno pure gli organici degli insegnanti di sostegno. Nella Finanziaria c’è anche un passaggio che non so se definire comico o tragico: per risparmiare risorse si prevede che i docenti dovranno bocciare di meno. Si prevede l’innalzamento dell’obbligo a 16 anni, ma senza soldi: per finanziare questa e numerose altre misure, tutte abbastanza costose, sono previsti 220 milioni di euro, ma temo che si voglia scherzare. Solo l’innalzamento dell’obbligo scolastico comporterà infatti secondo l’Isfol la necessità di 14.000 docenti in più, per un costo pari a 580 milioni di euro! La Finanziaria sulla scuola appare dunque senza copertura. Egualmente gravi sono ancora due passaggi: An nel 2002 era riuscita a far passare il principio che le risorse risparmiate venissero reinvestite nella valorizzazione professionale dei docenti, ora le risorse tagliate non vanno più alla scuola. Si stabilisce inoltre che se quei 3,175 miliardi non verranno risparmiati il ministero è autorizzato a effettuare direttamente i tagli: una sorta di decimazione che mette paura.
E poi non ci sono soldi per i contratti, per il 2007 non c’è nulla. Fioroni è venuto in Parlamento per dare spiegazioni sulla manovra: ha dimostrato una conoscenza approssimativa della Finanziaria. Ha dichiarato per esempio che entro il 2009 i posti organico scoperti saranno 158.000, e invece dai dati ufficiali risultano 116.000 in tutto; ha parlato di tagli di 15.000 posti grazie al nuovo rapporto alunni/classi e invece la relazione tecnica prevede un taglio d’organico di oltre 19.000 unità, ha dichiarato che questa operazione comporterà un risparmio di 450 milioni di euro e invece nella relazione tecnica si prevedono tagli per 787 milioni di euro; ha precisato che l’assunzione di 150.000 precari farà risparmiare 850 milioni, peccato che la relazione del servizio bilancio del Senato prevedesse per le assunzioni di 35.000 precari fatte dalla Moratti nel 2005/2006 un risparmio di 51 milioni di euro: se ne deduce che il risparmio questa volta sarà al massimo di poco più di 200 milioni. Ha parlato di risparmi per 490 milioni di euro derivanti dalla eliminazione degli insegnanti specialisti di lingua inglese nelle elementari, laddove la relazione tecnica parla di risparmi che vanno dai 272 milioni del 2008 ai 349 milioni di euro del 2009. Insomma il ministro ha dimostrato di non avere ben chiara la entità della manovra sulla scuola. Dopo tante bugie si ha l’impressione che questo governo stia ora entrando anche in uno stato confusionale. Che sia l’ultimo stadio?
*Senatore di Alleanza nazionale