Le meraviglie di Botticelli in mostra a Milano

E’ una di quelle mostre che fanno onore a chi la organizza, e alla città che la ospita, questa tenuta a battesimo dal museo Poldi Pezzoli sotto il titolo “Botticelli nelle collezioni lombarde”. (via Manzoni 12; dal 12 novembre sino al 28 febbraio;dal mercoledì al lunedì; orario 10-18; catalogo Silvana Editoriale a cura di Andrea Di Lorenzo). Posta sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica, con il contributo della Regione Lombardia e del Gruppo UBI Banca, l’esposizione riunisce per la prima volta le opere di uno dei più grandi maestri del Rinascimento italiano presenti nelle collezioni pubbliche milanesi e lombarde.

E’ un’occasione unica che vede riuniti insieme i due straordinari dipinti La Madonna del libro e il Compianto sul Cristo morto, nonché il bellissimo ricamo raffigurante L’incoronazione della Vergine, eseguito da un disegno dell’artista per un cappuccio di piviale, tutti e tre appartenenti al Poldi Pezzoli; il Ritratto di Giuliano de’Medici e le due tavole Storia di Virginia e Cristo dolente in atto di benedire, conservate alla Pinacoteca della Accademia Carrara di Bergamo; i disegni San Tommaso che riceve la cintola e Pallade su un piedistallo,appartenenti al celebre codice Resta e ora conservati all’Ambrosiana di Milano. Se si vuole è anche una forma di risarcimento postumo, visto che la fortuna di Botticelli in Lombardia fu tarda, complici anche due occasioni mancate che fra fine Quattrocento e primi Cinquecento videro famiglie come quella di Ludovico il Moro e di Isabella d’Este preferire a “Sandro di Botticello, come allora veniva chiamato l’artista, una volta Filippino Lippi e in altre due occasioni il Perugino. Botticelli era a quel tempo il più anziano rispetto a questi sue due “rivali” e al Ghirlandaio, i quattro più famosi pittori attivi nella Firenze dell’epoca, e il periodo di suo maggiore successo stava ormai alle sue spalle.

Quella “non scelta” contribuì purtroppo a una sottovalutazione del suo genio presso le corti e i mecenati del Nord Italia, che si prolungherà sino alla fine del Settecento. Nato intorno alla metà del Quattrocento, Botticelli morirà il 17 maggio del 1510, alla presumibile età di 65 anni. Il Vasari gli dedicherà una delle sue Vite che ne mette in risalto non solo la grandezza, ma anche l’arguzia e un certo spiritaccio toscano fatto di burle e prese in giro. Al suo esordio Botticelli si dovette confrontare con le botteghe rivali e polivalenti del Pollaiolo e del Verrocchio e in seguito con l’arte dei già citati Perugino e Ghirlandaio, ma anche di Filippino, Leonardo e Michelangelo, insomma il meglio del nostro Rinascimento. Artista del suo tempo, non si dedicò solo alla pittura; fornì disegni e cartoni per le arti applicate: tarsie, incisioni, ricami, illustrazione. La mostra su avvale del contributo di studiosi come Alessandro Cecchi e deve molto all’indagine di Patrizia Zambrano sull’opera restaurata del Cristo d0lente che stabilisce definitivamente l’autografia del maestro. Seguendo l’evoluzione dello stile botticelliano, l’esposizione propone anche una riflessione sui temi della bellezza, della devozione e della penitenza, passando dal carattere pacato della Madonna del Libro ai colori accesi del Compianto. E’ anche occasione di un importante recupero: proprio la Madonna del Libro, è stata infatti oggetto di un prezioso lavoro di restauro grazie alla generosità di Marta Marzotto, in ricordo della figlia Annalisa. Si deve invece ad Andrea di Di Lorenzo, conservatore del Poldi Pezzoli e curatore della mostra stessa, lo studio sulla fortuna collezionistica di Botticelli in Lombardia nel XIX secolo, grazie al quale emergono figure come la marchesa Talenti Fiorenza, lo storico d’arte Giovanni Morelli e lo stesso Gian Giacomo Poldi Pezzoli.

La parte del leone, ovviamente, la fanno però i quadri: il modernissimo ritratto di Giuliano de’ Medici, lo struggente Compianto sul Cristo morto, la dolcissima Madonna del Libro… Una mostra imperdibile.