«Per il mercato internazionale dell'arte strumenti legislativi, fiscali e d'analisi ad hoc»

Londra, New York, Hong Kong sono le città guida del mercato dell'arte internazionale, dove la concentrazione di ricchezza rende sempre più attrattivo avere la sede dei propri affari tanto che sempre più mercanti, galleristi e case d'asta vi si stanno trasferendo. Non a caso proprio a New York si sono registrati gli strabilianti risultati delle due principali case d'asta che nelle sedute autunnali hanno superato insieme i 2 miliardi di dollari di vendite stabilendo con Francis Bacon il nuovo record per un'opera singola, che è stata aggiudicata a 140 milioni di dollari. Il fenomeno non deve stupire; ricchezza e arte vanno parallele. A Pollock's Path, un picco che domina Hong Kong, le case passano di proprietà anche a 120.000 dollari Usa al metro quadrato contro i 107.000 di Kensington, a Londra. Al confronto, l'Europa continentale arranca: tranne la Svizzera, dove Ginevra (Chemin de Ruth) è al 5° posto per le abitazioni più ricercate (37.000 dollari al metro).
La ricchezza insomma alimenta il mercato dell'arte e i grandi artisti, nella storia, hanno sempre avuto ricchi mecenati. Proprio nell'ottica «di intercettare parte di questi flussi - come ha dichiarato il segretario di Stato al Turismo Teodoro Lonfernini - la Repubblica di San Marino ha ospitato l'edizione 2013 di Mercanti & Banche, molto attesa da gran parte degli operatori per le prospettive che questa azione può dare per la produzione e lo scambio di beni artistici». Attese confermate? chiediamo a Giancarlo Graziani (Cestart), responsabile scientifico del convegno. «Direi proprio di sì - risponde Graziani - dato che i tavoli specialistici, le relazioni e gli interventi della sessione plenaria hanno confermato l'intuizione della Repubblica del Titano, e cioè che il mercato internazionale dell'arte necessita di appositi strumenti legislativi, fiscali, doganali, di controllo e di analisi».
I prrossimi passi?
«Certamente, all'inizio si lavorerà a una Carta dei principi su cui si basi la prossima legge, e che poi sarà affiancata da trattati internazionali per la condivisione delle norme e la costruzione di giuste collaborazioni e reciproci vantaggi nell'interesse generale».
Altri aspetti?
«Vito Testaj, direttore del Dipartimento turismo e cultura della Repubblica di San Marino, propone di creare un centro per lo studio e la certificazione dell'autenticità dei beni artistici, affinché le garanzie siano assicurate da un organismo terzo, emanazione dello Stato, per limitare quella aleatorietà che è da sempre uno dei problemi più rilevanti».
Tempi?
«Già in primavera dovrebbe essere pronta una bozza che potrebbe essere approvata entro il 2014 data la snellezza degli organi legislativi sanmarinesi, così da essere presentata nell'edizione di Mercanti & Banche che si terrà sempre in novembre con la medesima formula».
Per chi vuole saperne di più?
«Sul sito www.cestart.it vi sono documenti, interviste e relazioni che confidiamo possano essere di spunto e di riflessione per tutti coloro che hanno a cuore l'arte che, senza mercato, lo ricordiamo, non esisterebbe».