Messico-Usa, influenza suina: "Rischi epidemia"

Città del Messico paralizzata dopo i 60 morti e quasi mille casi sospetti: allarme per l'influenza suina che si trasmetterebbe da uomo a uomo. Otto i casi segnalati negli Usa. L'Oms: "Forse è troppo tardi per bloccare il contagio". E organizza un vertice d'emergenza. L'Italia: "Retrovirali pronti" 

Città del Messico - Un virus mutato. E' la febbre suina che non si trasmette più da bestia a bestia, ma ha iniziato a contagiare gli uomini. Crescere l'allarme nel mondo, dopo gli almeno 60 morti e i quasi mille casi sospetti segnalati in Messico dove si ipotizza il blocco delle attività lavorative nella sua capitale, una megalopoli di 20 milioni di persone. Sono per ora otto le segnalazioni registrate anche negli Usa, dove le autorità sanitarie ritengono che sia "probabilmente troppo tardi" per contenere la diffusione del virus in Messico.

Oms preoccupata: è un nuovo virus L'allerta è alta, ha sottolineato l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che ha annunciato un prossimo vertice, e il timore è quello dell'innescarsi di una pandemia influenzale umana. La situazione è particolarmente preoccupante a Città del Messico, dove - per prevenire il diffondersi dell'infezione - le autorità hanno annunciato la chiusura a tempo indeterminato di scuole, asili, università, e di tutti i centri culturali (cinema, teatri, biblioteche, musei). È un nuovo virus, quello del tipo A H1N1 responsabile dei casi di influenza suina in Messico e negli Stati Uniti. Un virus simile "non è mai stato rilevato finora nei maiali o negli uomini", rileva l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Lo dimostrano le analisi condotte finora sui campioni biologici prelevati dai primi pazienti messicani e statunitensi.

Paura negli Usa Che l'allerta stia crescendo lo confermano pure gli esperti dell'agenzia governativa americana per la salute centers for disease control and prevention (Cdc), secondo i quali il nuovo virus sarebbe capace di trasmettersi da uomo a uomo. Proprio tale elemento potrebbe innescare una eventuale pandemia. Finora, il virus in Usa non ha provocato decessi, ma il presidente Barack Obama sta seguendo l'evoluzione della vicenda, hanno reso noto fonti dell'amministrazione a Washington, e viene aggiornato costantemente.

L'Italia In Italia, il sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio ha reso noto che il sistema sanitario è "allertato" ma che al momento "non ci sarebbero rischi". Fazio ha comunque sottolineato che è già disponibile "un alto numero di dosi di antivirali per la popolazione, da utilizzarsi in eventuale caso di necessita". In serata il ministero ha reso noto che sta valutando l'opportunità di assumere iniziative relative a controlli alle frontiere.

I casi Il governo messicano ha annunciato che sono 20 i casi confermati di persone morte a causa della nuova variante del virus, ai quali bisogna aggiungere altri 40 decessi sospetti e 934 pazienti che potrebbero aver contratto la malattia. Per l'Oms, secondo alcune fonti, le vittime invece sarebbero 70, anche se non è chiaro se sono attribuibili allo stesso tipo di virus. In un comunicato l'organizzazione mondiale della Sanità riferisce di conferme di laboratorio per 18 casi. In Usa i casi sospetti sono 8, ma le persone contagiate non risultano adesso avere più sintomi.

Vaccinazioni di massa Come misure preventive, le autorità hanno deciso anche l'avvio di una vaccinazione di massa: un milione di dosi di vaccini saranno inviate alle autorità della capitale dal governo federale. Misure di protezione per evitare il contagio sono state indicate alla popolazione: non visitare luoghi affollati, mantenersi lontani da persone con problemi respiratori, non condividere i pasti, ventilare le case e gli uffici. Il ministro della Cordova ha ammesso stasera che si sta perfino studiando la possibilità di sospendere anche le attività lavorative nella capitale messicana, anche se finora non sono stati sospesi gli appuntamenti sportivi. Nelle strade della capitale messicana sono aumentate le persone che circolano indossando un mascherina di protezione.