Metà degli inglesi vanno al lavoro ubriachi

Il 33% dei
lavoratori britannici si è seduto almeno una volta alla scrivania con
i postumi della sbornia. E uno su dieci sbronzo. Gli effetti
dell’alcol "hanno fatto compiere errori" rappresentando "il problema maggiore tra colleghi"

Londra - Il 33% dei lavoratori britannici si è seduto almeno una volta alla scrivania con i postumi della sbronza. E uno su dieci sbronzo. E gli effetti dell’alcol "hanno fatto compiere errori", hanno determinato "difficoltà di concentrazione" e alla fine spinto "ad andare a casa prima del termine dell’orario di lavoro". I risultati dell’inchiesta, condotta negli uffici britannici da Norwich Union Healthcare, si completano con l’ammissione, per l’80% dei lavoratori, che "gli effetti delle bevute rappresentano il problema maggiore tra colleghi".

In ufficio come al pub "Per questo - avvertono i ricercatori che hanno condotto l’indagine, pubblicata sulla Bbc online - i vertici delle aziende dovrebbero imparare quali sono i segnali che indicano se un loro dipendente è sotto gli effetti dei fumi dell’alcol". Anche perchè i numeri emersi dall’inchiesta sono più che allarmanti. Di quanti si sono presentati in ufficio con gli effetti di una sbornia, infatti, «oltre un terzo (il 36%) ha ammesso di aver avuto problemi di concentrazione, il 35% di essere meno produttivo, il 42% ha avuto problemi a restare sveglio e vigile, mentre il 25% ha confessato di aver svolto il minimo sindacale del lavoro possibile e poi è andato a casa a smaltire l’hangover".

Professioni artistiche a rischio È chiaro, rileva la Norwich Union Healthcare, che la situazione varia anche a seconda delle professioni. "Il 41% di chi lavora nei media o nelle professioni artistiche ha rivelato di essere arrivato sul posto di lavoro ubriaco, una percentuale quattro volte superiore alla media". Ma percentuali preoccupanti si sono riscontrate anche nel settore edile (24%), in quello affaristico (23%) e nell’information technology (15%).

Una situazione drammatica "Si beve troppo - commenta Don Shenker, un esponente dell’associazione britannica Alcohol Concern - ed era impensabile che questa abitudine prima o poi non si riflettesse sul lavoro". Dito puntato anche contro certe occasioni di socialità promosse dalle stesse aziende, come incontri per aggregare i team lavorativi "come i lunch o i cocktail party aziendali". Per alcuni psicologi il ricorso eccessivo ai drink "è l’effetto di una cultura permissiva a livello nazionale in Gran Bretagna, ma anche un segnale dello stress a cui ciascuno di noi è sottoposto a causa dei ritmi frenetici della società moderna. Non a caso - commenta Cary Cooper, docente di Psicologia e salute all’università di Lancaster - le percentuali più alte di sbronzi al lavoro si registrano tra chi lavora nel settore dell’informazione".