Una metamorfosi che è durata cent'anni

Da selvatico contadino olandese a vecchio gioviale e generoso: così è nato il «Babbo» più amato dai bimbi

Da selvatico contadino olandese a vecchio gioviale con una bella barba bianca e l'inconfondibile giubba rossa. In cento anni l'immagine di San Nicola, alias Santa Claus, alias Babbo Natale è cambiata radicalmente. E la sua storia è sintetizzata nelle immagini a fianco. La prima è del 1848 ed è tratta dal primo volume dedicato alla poesia di Clement Clarke Moore, «La visita di San Nicola» (del 1823), che segna l'esordio del personaggio. A portare i regali ai bambini è un rozzo popolano, pronto a distribuire giocattoli e caramelle, ma anche irascibile e severo. Ha un sacco per i doni ma anche un bastone per punire chi sgarra.

L'immagine centrale è invece di Thomas Nast, disegnatore nato in Germania ma trasferitosi a New York dove tra il 1860 e il 1886 lavora per le più importanti riviste. È lui a trasformare l'immagine di Babbo Natale, che diventa più allegro e amichevole. A destra Santa Claus è praticamente quello di oggi e a dargli un volto definitivo è White Rock, azienda che produce acqua minerale e ginger ale, una sorta di spuma analcolica: tra il 1915 e il 1923 usa Santa per le sue pubblicità. Alla fine del decennio sarà Coca Cola a impadronirsi del personaggio. E il suo Babbo Natale diventerà anche il nostro.

AA