Mezzaroma: «Potrei far emigrare la M. Roma»

Soddisfazione ma anche qualche sassolino nella scarpa. Dopo l’eliminazione dai play off scudetto per mano dell’Itas Trento (doppio 3-0 a fugare ogni rimpianto) il patròn della M Roma Massimo Mezzaroma ha fatto il bilancio della stagione nel corso di una conferenza stampa nella quale ha voluto sottolineare una costanza di rendimento - quindi senza grossi progressi - rispetto alla stagione passata, anno uno dell’«era-Mezzaroma» per la massima espressione volleystica romana. Di più rispetto allo scroso anno, quando in campionato Roma fece bene in regular season ma si fermò in semifinale contro Treviso, c’è la conquista della Coppa Cev. Ma il presidente ha voluto lamentarsi con l’amministrazione capitolina, perché a fronte dei grossi sacrifici da lui fatti (non solo acquistando migliori atleti in circolazione in Italia, ma anche restaurando, con un milione di euro, quel PalaLuiss dove centinaia di ragazzi imparano a giocare a volley) ha trovato ostacoli dappertutto con un Palazzetto dello Sport utilizzabile a singhiozzo, considerato inagibile e dai costi spropositati. «Addirittura - ha detto Mezzaroma - secondo accordi presi nel 2007 con la società di basket affittuaria della struttura e secondo le autorità comunali sarebbe dovuta essere considerata “la casa del volley” da luglio. Ora esce fuori una proroga di gestione per altri due anni. Ma mi è stato promesso che dopo il 31 dicembre 2008 la M. Roma avrebbe le chiavi dell’impianto in mano. Ho anche vinto un bando per costruire un Palazzetto a Casal de Pazzi ma mi è già stato detto che non potrò farlo. Se si continua con questa sinfonia delle attuali istituzioni, farò emigrare la squadra e Roma resterà senza volley di vertice. Molto dipenderà dalla disponibilità del nuovo sindaco, il quale è già avvertito: a fronte dei sacrifici ci deve essere pari disponibilità». «Per questo - conclude Massimo Mezzaroma - faccio appello a chi sarà eletto sindaco di questa città, ma collateralmente voglio investire del problema anche il futuro presidente della Provincia a cui dico che, se reputano inutile il proseguimento dell’attività del volley nella Capitale, io sono disposto a portarla nelle altre città del Lazio o dove i tifosi vorranno seguirci e potranno tranquillamente, mangiare una bella bistecca alta, magari accompagnata da un bicchiere di Chianti». Chiara l’allusione a Firenze.