Michail Novosëlov

Questo russo, nato nel 1864 nel villaggio di Bab’e, nel governatorato di Tver’, era di famiglia aristocratica. Suo padre era il direttore del ginnasio. Michail Novosëlov studiò a Mosca, dove si laureò in letteratura e storia. Diventò amicissimo del celebre scrittore Lev Tolstoj e propagandista del suo misticismo semieretico, tanto che nel 1887 venne perfino arrestato per diffusione di materiale rivoluzionario. Rilasciato dopo pochissimo, fondò addirittura una comunità sul modello tolstojano. Ma col tempo si rese conto della stravaganza di quella dottrina e ritornò alla fede tradizionale. Anzi, divenne un’apologeta del cristianesimo tramite una serie di opuscoli che nel 1912 gli valsero un posto onorario all’accademia teologica di Mosca. Fu docente di filologia classica all’università moscovita e membro della società filosofica intitolata al pensatore Vladimir Solov’ëv (da noi noto come autore del Racconto dell'Anticristo). Nel 1922 i comunisti perquisirono la sua abitazione ma egli, avvertito in tempo, non si fece trovare. In clandestinità prese i voti monastici col nome di Mark e nel 1923 fu consacrato vescovo. Il Novosëlov non accettò mai di sottoscrivere la dichiarazione di lealtà al governo sovietico che il metropolita Sergij aveva firmato. Così, nel 1929 venne arrestato e condannato a tre anni. Ma nel 1931 fu arrestato di nuovo. Questa volta gliene diedero otto. Alla scadenza, nel 1937, lo arrestarono ancora una volta e gli inflissero altri tre anni di galera. Ma non li scontò perché all’inizio del 1938 fu condannato a morte e dopo un mese debitamente fucilato.