«Le mie nozze d’argento con la musica»

Una carriera trionfale. Premi, concerti da tutto esaurito in ogni angolo del mondo, milioni di dischi venduti, collaborazioni di prestigio. E contemporaneamente una vita in perenne alternanza tra successi e colpi bassi: problemi di alcol e droga, arresti per atti osceni, la dolorosa perdita dell’amato partner. Questo e molto altro è George Michael, cantante inglese che sabato sarà allo Stadio Olimpico. L’artista di origine cipriota è in tour con «25 Live», una serie di concerti per celebrare le nozze d’argento con la musica. E dal vivo Michael canta i suoi più grandi successi: dal primo singolo solista, la celebre Careless whisper, ai brani più recenti tratti dall'album Patience, senza trascurare il glorioso periodo dei Wham!. Il duo formato all’inizio degli anni ’80 con Andrew Ridgeley, che superò in fama e successo anche i Duran Duran, è degnamente rappresentato con I’m your man, Everything she wants e Edge of heaven. Su un palco ipertecnologico e con una band eccellente, George Michael interpreta le canzoni con la splendida voce che lo ha reso famoso e che è ancora in buona forma, nonostante gli stravizi di una vita non proprio morigerata.
Elegante e fascinoso come sempre (se si esclude il coloratissimo e disimpegnato periodo pop), l’artista inglese può vantare una lista di collaborazioni di prim’ordine. Oltre a essere stato il primo bianco ad avere l’onore di duettare con Aretha Franklin, ha cantato in studio e dal vivo con Elton John, Paul McCartney e Mary J. Blige. Nel 1992, al Freddie Mercury Tribute, è stato l’unico in grado di stupire gli esigenti fan dei Queen, cantando una strabiliante versione di Somebody to love rimasta nei cuori di chi ha visto quelle immagini.
Con George Michael saliranno sul palco Chris Cameron e Luke Smith alle tastiere, Carlos Hercules alla batteria, Danny Cummings alle percussioni, Phil Palmer, Mike Brown e Graham Kearns alle chitarre, Steve Walters al basso, Andy Hamilton al sax, Shirley Lewis, Jay Henry, Lincoln Jean-Marie, Lori Perry, Sharon Perry, Lucy Jules ai cori.
Una band straordinaria disposta su un palco di tre piani, largo quasi sessanta metri e sovrastato da un maxi-schermo avveniristico. Il tutto contornato da numerosi effetti speciali. Una soluzione scenografica in grado di stupire, nonostante la concorrenza dei grandi del rock, sempre più impegnati a studiare palchi di dimensioni e fogge memorabili. D’altronde 25 anni di carriera non si festeggiano tutti i giorni. E chissà che il prossimo passo, in un anno di clamorose riunioni (vedi alla voce Genesis, Police, Steely Dan) non sia la resurrezione del marchio Wham! in compagnia dell’amico Andrew Ridgeley.