Il Milan prende Vieri ma aspetta Gilardino

Bobo guadagnerà 7 milioni in due anni. Un affare economico per la società, ma tutta da verificare la resa tecnica e comportamentale

Franco Ordine

Vieri al Milan, in contropiede. Un contropiede fulminante. Effettuato di primo mattino, mentre il procuratore di Crespo, Hidalgo, è a Londra a discutere del futuro del proprio assistito. «Quando ho capito che il Chelsea voleva lasciarmi col cerino in mano, sono andato su Vieri a tutta velocità»: la confessione di Adriano Galliani infiocchetta il contropiede milanista e mette il club berlusconiano al riparo da improbabili sorprese. E così alle 15.13 del pomeriggio agenzie e siti possono annunciare in coro al piccolo mondo antico del calcio-mercato la notizia del giorno: Christian Vieri, 32 anni a giorni, una valanga di gol in serie A, 130 per il dettaglio, libero dopo il ricco divorzio consensuale con l’Inter, si trasferisce al Milan, la destinazione preferita. Accordo stipulato col procuratore Sergio Berti e spedito in Lega: due anni a 3,5 milioni di euro netti a stagione. Un indiscutibile affarone economico, da decifrare quello tecnico, colma di interrogativi l’attesa dei suoi comportamenti, fuori e dentro le mura di Carnago dove vigono regole rigide, tabelle d’allenamento redatte da milanlab. «Vieri sa dove si trova» ripetono in coro da via Turati e questo dettaglio autorizza l’entusiasmo di Adriano Galliani nel passare la notizia ai suoi collaboratori e ad Ancelotti.
«Sono felice» l’unica frase, scarna, essenziale, attribuita al burbero centravanti. «Adesso abbiamo i quattro attaccanti» chiosa soddisfatto Galliani che si toglie dall’angolo e rimette il Parma e Gilardino nel mirino. Nella lista dei convocati del prossimo Milan non c’è più posto per Crespo, costretto agli «arresti domiciliari» dal Chelsea, ma c’è invece Vieri che offre spessore al quartetto degli attaccanti a disposizione di Ancelotti. Shevchenko resta il numero uno, Bobo il suo partner naturale, Inzaghi l’incognita per i noti motivi fisici, Tomasson la punta di scorta affidabile, «per ora» riconosce sempre il vice-presidente vicario del Milan. Attenti, però. L’arrivo di Vieri non chiude la strada, definitivamente, a Gilardino. Rende il Milan più forte nella trattativa ancora tutta da definire: può concedersi il lusso di tenere sotto stretta sorveglianza il negoziato senza farsi prendere alla gola, non ha un bisogno disperato dell’attaccante biellese nonostante la gran pressione esercitata dai tifosi che inondano milanchannel di messaggi e preghiere rivolte al presidente Silvio Berlusconi. È di ieri un altro colloquio telefonico con gli esponenti del Parma che non si schiodano dai 30 milioni sbandierati nel summit della settimana precedente. «È un prezzo fuori mercato» insiste Galliani il quale a sua volta non si muove di un euro dalla offerta iniziale, resta attaccato ai 22 milioni che rappresentano la sua linea del Piave. Oltre non può andare: non ha la copertura dell’azionista Fininvest e non può rischiare perciò di presentare un acquisto senza la necessaria copertura. Nel passato, con altre regole, Galliani forzò la mano di Berlusconi: per esempio con Desailly, acquistato senza il preventivo parere del presidente. Adesso, tecnicamente, non è più possibile. Chi compra, deve subito fornire le garanzie per la compatibilità finanziaria dell’operazione. Pena sanzioni disciplinari: cioè penalizzazioni in classifica. C’è poco da scherzare, insomma.
Vieri è il contropiede giusto anche per Gilardino, come si capisce al volo in un martedì che mette a segno un vero colpo e che aggiunge altri dettagli. A questo punto è il Parma a dover fare la prima mossa. Come apparecchia la prossima squadra da iscrivere in serie A? Con quale tecnico, con quale struttura dirigenziale, con quali risorse finanziarie? Il Milan sta alla finestra. «Ma senza enfatizzare il gradimento del giocatore» sottolinea Galliani che non vuol certo tenere al guinzaglio il centravanti. La sua sicurezza è un’altra: non c’è nessuno, da queste parti, e col calcio in recessione, capace di versare alla Parmalat i 30 milioni di euro richiesti per Gilardino. Provare per credere, è il motto milanista. Lo confermano le parole di Moratti. Con Gilardino in rossonero, partirebbe Tomasson raggiunto da un paio di richieste interessanti dall’Inghilterra. Nel frattempo si perfezionano altri passaggi: Dhorasoo, per 1,5 milioni, passa ufficialmente al Psg, il fratello di Kakà va in prestito al Rimini in serie B, per Pancaro si fanno sotto Samp e Udinese, Arrigoni perso il Toro si presenta a Cagliari che intanto chiama Tesser.